Dal 1° gennaio 2026 cambieranno le regole per chi guida un’auto diesel e per le aziende che utilizzano mezzi a gasolio, in seguito a una riforma fiscale che prevede l’equiparazione delle accise tra benzina e gasolio. Una misura destinata ad avere un impatto economico concreto su milioni di italiani, con ripercussioni su trasporti, logistica e consumi quotidiani.
L’operazione, anticipata rispetto alle direttive europee, è stata decisa dal governo italiano nel quadro della riduzione dei Sussidi ambientalmente dannosi (Sad). Il provvedimento prevede un incremento del prelievo fiscale sul diesel e una contestuale riduzione per la benzina, con l’obiettivo di portare entrambi i carburanti a un’accisa identica di 67,29 centesimi di euro al litro.
Nel dettaglio, il nuovo sistema determinerà:
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+4,05 centesimi di euro al litro sul gasolio
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-4,05 centesimi di euro al litro sulla benzina
La misura avrà un impatto immediato sulle tasche degli automobilisti, soprattutto su chi percorre molti chilometri con veicoli alimentati a diesel, tradizionalmente preferiti per i consumi più contenuti. A soffrirne di più saranno imprese di trasporto, artigiani, corrieri e tutti i lavoratori autonomi che fanno largo uso di veicoli commerciali.
Secondo le stime, nel primo anno di applicazione l’allineamento genererà 550 milioni di euro di gettito fiscale in più per lo Stato, con una proiezione totale di 2,6 miliardi di euro entro il 2033. Un’entrata importante per le casse pubbliche, derivante dal fatto che in Italia il consumo di gasolio è maggiore rispetto alla benzina, soprattutto nel comparto dei trasporti pesanti e commerciali.
L’Unione europea non imponeva una scadenza così ravvicinata: l’Italia, infatti, aveva inizialmente programmato l’equiparazione per il 2030, ma ha scelto di anticipare l’intervento di ben quattro anni. Una decisione che, secondo gli osservatori, risponde anche a esigenze di bilancio e consolidamento fiscale.
Va ricordato che la normativa europea consente agli Stati membri una certa flessibilità nell’attuazione, lasciando spazio a soluzioni intermedie. Il governo italiano ha però optato per un’equiparazione diretta, rinunciando a un progressivo abbassamento delle accise sulla benzina in favore di un aumento immediato su quelle del gasolio.
Secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, si tratta di una misura necessaria per correggere un sussidio ambientalmente dannoso, in linea con gli obiettivi di transizione ecologica e sostenibilità. Tuttavia, resta aperto il dibattito sull’effettiva efficacia ambientale del provvedimento e sulle ricadute economiche per i cittadini, in un periodo in cui il costo della vita è già elevato e il settore dei trasporti è sotto pressione per il caro carburante.