Di fronte ad un export che nei primi nove mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2024, dalla provincia di Lecce ha registrato un aumento del 2,2% di beni esportati nel mondo (da gennaio a settembre il valore dell’export salentino verso gli Usa è stato di 721,1 milioni di euro, 15 milioni e mezzo di euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), verso gli Usa la contrazione in questo periodo è stata del 32,2% (-74,4 milioni di euro).
E questo nonostante un trend positivo che si riscontra a livello nazionale, con l’export italiano verso gli Usa aumentato del 9% nei primi 9 mesi dell’anno (l’incremento è stato di oltre 4,3 miliardi di euro), come evidenzia l’Ufficio studi della Cgia, dopo la contrazione 2024 su 2023 dell’export italiano negli Usa (-2,2 miliardi di euro pari al -3,3%). Probabilmente derivante dal fatto che i consumatori americani — siano essi famiglie o imprese — abbiano “anticipato” gli acquisti di merci italiane prima dell’entrata in vigore dell’aumento delle tariffe doganali avvenuta l’estate scorsa.
Le politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump potrebbero condizionare nel medio-lungo periodo il commercio estero anche del nostro Paese sia per gli effetti diretti (mancate esportazioni), sia per quelli indiretti (riduzione margine di profitto delle imprese che continueranno a vendere nel mercato Usa,
trasferimento delle imprese o di una parte delle produzioni verso gli Stati Uniti, il trade diversion4 , etc.).
Oltre a queste due fattispecie, la Cgia sottolinea come non vada sottovalutata anche quella congiunturale, legata alla svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro. Dall’inizio di quest’anno il dollaro si è deprezzato nei confronti dell’euro di 12 punti percentuali.