A Nardò si rafforza il fronte della prevenzione contro truffe e furti, con una campagna mirata che coinvolge in prima linea le fasce più esposte della popolazione, soprattutto gli anziani. La nuova iniziativa nasce dalla collaborazione tra il comando di polizia locale e la diocesi di Nardò-Gallipoli, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per riconoscere e contrastare i raggiri più comuni.
Gli appuntamenti, pianificati in collaborazione con don Salvatore Casole, referente diocesano, si svolgono in tutte le parrocchie del territorio comunale, presso la sede Unitre e in diversi sodalizi cittadini. La campagna non si limita a garantire maggiore vigilanza, ma punta a promuovere l’invecchiamento attivo e la cultura della prevenzione, attraverso un’azione capillare e continuativa.
Il primo incontro si è tenuto recentemente presso la Cattedrale, dove la vice comandante Simona Bonsegna ha illustrato ai presenti le principali tecniche utilizzate dai truffatori: dalle telefonate del “finto nipote” agli inganni digitali via SMS ed email, passando per le visite a domicilio di falsi tecnici. Esperti della polizia locale hanno fornito esempi pratici, strategie di difesa e consigli utili per evitare di cadere in trappola.
Al termine di ogni sessione viene distribuito gratuitamente un vademecum di sicurezza, che contiene un decalogo di regole base per proteggersi dentro e fuori casa, oltre ai numeri utili da contattare in caso di emergenza. Uno strumento pensato non solo per gli anziani, ma anche per chi li assiste quotidianamente.
Il comandante della polizia locale, Cosimo Tarantino, ha sottolineato che “la sicurezza nasce dall’informazione e dalla consapevolezza”, ribadendo l’importanza di coinvolgere la cittadinanza in un processo di formazione collettiva. “Non si tratta solo di proteggere il portafoglio, ma anche di tutelare la dignità e la serenità emotiva delle persone più fragili”, ha dichiarato.
Anche il consigliere delegato alla polizia locale, Gabriele Mangione, ha evidenziato come il fenomeno delle truffe agli anziani rappresenti ancora una piaga diffusa, spesso al centro delle cronache locali. Secondo Mangione, è fondamentale che familiari, caregiver e operatori sociali si facciano parte attiva nel diffondere il messaggio e supportare i più fragili nel riconoscere i pericoli.
Per partecipare agli incontri gratuiti è possibile contattare la propria parrocchia o rivolgersi direttamente agli uffici della polizia locale. L’iniziativa rappresenta un passo concreto verso una comunità più consapevole, solidale e protetta.