Esplosione nella notte a Matino contro l’ex consigliere Romano

Ordigno davanti alla villa del dirigente regionale: indagini in corso tra pista intimidatoria e precedenti giudiziari.

carabinieri

Gli investigatori dell’Arma hanno ascoltato a lungo il 76enne Mario Romano, per ricostruire eventuali episodi recenti che possano aver preceduto l’attentato. Tra gli aspetti al vaglio figurano possibili minacce, contrasti personali o richieste indebite, ma anche il passato giudiziario dell’ex amministratore.

Romano, originario di Martano, nel corso degli anni aveva ricoperto numerosi incarichi istituzionali presso il Comune di Matino, assumendo ruoli di consigliere, assessore e vicesindaco. Successivamente aveva intrapreso un percorso politico a livello regionale. Nel 2017 era subentrato in Consiglio regionale dopo la scomparsa dell’assessore Totò Negro, risultando primo dei non eletti nella lista dei Popolari. Un profilo istituzionale di lunga data che ora torna sotto i riflettori per un episodio di grave intimidazione.

A riaccendere l’attenzione investigativa è anche il coinvolgimento del 76enne nella maxi inchiesta denominata “Re Artù”. L’operazione, coordinata dalla guardia di finanza di Otranto e culminata il 7 luglio 2022 in diverse misure cautelari, aveva interessato anche figure apicali della Regione Puglia. L’indagine ruota attorno a un presunto sistema di favori e ipotesi corruttive nel settore sanitario, procedimento tuttora oggetto di approfondimenti nelle sedi competenti. Gli inquirenti stanno verificando se vi possa essere un collegamento, diretto o indiretto, tra quella vicenda e l’episodio avvenuto nella notte.

L’attentato si è verificato intorno alle 2, quando ignoti hanno scavalcato il muro perimetrale della villa situata lungo la strada provinciale che collega Matino a Taviano. Una volta introdottisi nel giardino, avrebbero collocato un ordigno esplosivo a ridosso dell’ingresso principale dell’abitazione. La deflagrazione ha provocato gravi danni alla porta d’ingresso e al muro esterno, con effetti avvertiti anche all’interno dell’immobile.

Il boato ha svegliato di soprassalto non solo la famiglia dell’ex amministratore, ma anche numerosi residenti della zona. L’onda d’urto ha causato ulteriori conseguenze agli ambienti interni della villa, sebbene non si siano registrati feriti. Solo per una circostanza fortuita non vi sono state persone coinvolte, elemento che ha reso l’episodio ancora più allarmante per la comunità locale.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco del distaccamento di Gallipoli, impegnati nella messa in sicurezza dell’area e nella verifica strutturale dell’edificio. Presenti anche i carabinieri della stazione di Matino e i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano. Successivamente sono giunti gli artificieri del comando provinciale, incaricati di accertare l’assenza di ulteriori ordigni o materiali esplosivi nel perimetro dell’abitazione.

L’episodio riporta l’attenzione su una preoccupante escalation di atti intimidatori nel territorio salentino, dove in passato si sono verificati episodi simili ai danni di amministratori pubblici e imprenditori. Gli inquirenti stanno acquisendo immagini di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo testimonianze utili a ricostruire i movimenti sospetti nelle ore precedenti all’esplosione.

Al momento, nessuna pista viene esclusa. La natura dell’ordigno, la modalità di esecuzione e il profilo della vittima rappresentano elementi centrali nell’attività investigativa. La priorità resta quella di individuare i responsabili e comprendere se si sia trattato di un gesto isolato o di un segnale inserito in un contesto più ampio.

La comunità di Matino segue con apprensione l’evolversi della vicenda, mentre le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi dell’inchiesta. L’attacco alla villa dell’ex consigliere rappresenta un fatto grave che ha scosso il territorio, riportando al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza e della tutela degli amministratori locali.

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