Il pubblico ministero Donatina Buffelli aveva sollecitato una condanna a undici anni di reclusione per tentato omicidio, ma il giudice ha ritenuto di dover riformulare l’impostazione accusatoria. La condotta è stata infatti riqualificata in lesioni personali aggravate, con l’esclusione delle aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. Una decisione che ha inciso in maniera determinante sull’entità della pena rispetto alla richiesta dell’accusa.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’imputato aveva fornito una propria versione dei fatti, sostenendo di non aver avuto alcuna intenzione di uccidere l’amico. Palma aveva dichiarato di aver portato con sé la pistola per timore, sapendo che il rivale fosse un militare, e di aver esploso inizialmente due colpi a terra con finalità intimidatoria. Successivamente, sempre secondo quanto riferito dall’imputato, avrebbe colpito il 44enne al volto con il calcio dell’arma; in quel frangente sarebbe partito accidentalmente il proiettile che ferì gravemente la vittima. Dopo il ferimento, Palma accompagnò l’uomo in ospedale utilizzando l’auto di quest’ultimo.
La sentenza ha previsto anche le statuizioni civili. È stato disposto il risarcimento dei danni in favore della parte civile, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 10mila euro. A carico dell’imputato anche il pagamento delle spese legali, quantificate in circa 2.500 euro.
Sul fronte delle armi, il giudice ha ordinato la confisca e la distruzione di quelle sequestrate a Palma, mentre ha stabilito la restituzione delle armi risultate legittimamente detenute da terzi e non collegate direttamente ai fatti oggetto del processo.
La giudice Fedele si è riservata novanta giorni per il deposito delle motivazioni, nelle quali verranno illustrate nel dettaglio le ragioni giuridiche che hanno portato all’esclusione del tentato omicidio e delle aggravanti contestate.