La promessa di una circonvallazione di Lecce più inclusiva e a misura di pedoni e ciclisti, finanziata con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), rischia di restare solo un progetto sulla carta. I lavori di riqualificazione urbana, che avrebbero dovuto portare un sostanziale miglioramento delle infrastrutture, sembrano infatti non rispecchiare le linee guida del piano iniziale. Lo riporta LeccePrima.it.
A sollevare il caso è il deputato salentino Leonardo Donno, che ha recentemente presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendo verifiche tecniche e amministrative sulla conformità degli interventi. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle ha sottolineato presunti difformità nelle opere già realizzate lungo i viali della città, sollevando dubbi sulla corrispondenza tra quanto previsto nel progetto iniziale e quanto effettivamente realizzato.
Nell’interrogazione, Donno fa riferimento a rilievi tecnici effettuati in loco, che avrebbero documentato significative incongruenze rispetto al progetto esecutivo approvato. In particolare, il deputato denuncia il mancato ampliamento dei marciapiedi, l’insufficienza delle larghezze, che non rispetterebbero gli standard normativi, e la completa eliminazione delle piste ciclabili, un elemento centrale nell’iniziale progettazione. Il parlamentare ha quindi chiesto che vengano adottati interventi correttivi per riallineare i lavori al programma approvato.
Il progetto, come descritto all’inizio dei lavori, prevedeva l’aumento delle superfici destinate a persone vulnerabili, tra cui quelle con disabilità, l’ampliamento dei marciapiedi per rispettare gli standard di legge e l’incremento delle aree pedonali. Inoltre, le piste ciclabili dovevano essere un elemento distintivo dell’opera, ma a quanto pare, sono state totalmente annullate.
Le criticità emerse, secondo Donno, non sarebbero state giustificate né dalle varianti approvate dal Comune di Lecce, né da motivazioni adeguate. L’interrogazione del deputato arriva a distanza di poche settimane dall’esposto presentato da associazioni e cittadini all’amministrazione comunale, ma senza ricevere alcun riscontro ufficiale. Se le difformità denunciate dovessero essere confermate, queste potrebbero rappresentare una violazione degli obiettivi per i quali i fondi pubblici sono stati richiesti, rischiando di compromettere gli impegni assunti dall’Italia nei confronti dell’Unione Europea.
L’interrogazione parlamentare si inserisce quindi in un quadro di crescente preoccupazione per l’effettiva realizzazione dei progetti finanziati dal PNRR, che dovrebbero rispondere a precise esigenze di sostenibilità urbana e mobilità alternativa. Donno spera che, attraverso questo intervento, si faccia chiarezza sul rispetto delle linee guida iniziali e sul corretto utilizzo dei fondi pubblici.