In Puglia e in Salento tante auto, ma gli autoriparatori chiudono

In dieci anni nella provincia di Lecce perso quasi il 16% delle attività: l'indagine dell'Ufficio studi della Cgia

In dieci anni ci sono quasi 268mila auto in più che circolano abitualmente per le strade della Puglia. Un incremento del parco auto che sfiora il 12%, tra i maggiori conosciuti in Italia.

Ma a fronte di oltre 2 milioni e mezzo di vetture, in dieci anni ci sono quasi mille autoriparatori in meno: 5.221 nell’ultimo rilevamento, con un calo del 15,9% che è il maggiore registrato in Italia.

Nella non invidiabile classifica delle cessazioni di autoriparatori, effettuata dall’Ufficio studi della Cgia tra le province italiane, quella di Barletta – Andria – Trani è sul podio con 129 attività artigiane perse (quasi una su 5), dietro a Fermo (-20,7%)  Pescara (-20,5%). E appena sotto il podio c’è la provincia di Lecce. Qui in soli 10 anni gli autoriparatori sono passati da 1.483 a 1.199: 284 in meno (-19,2%). Un dato preoccupante anche sul piano della sicurezza (e dell’inquinamento) considerando che in provincia di Lecce ci sono 711 vetture ogni mille abitanti. Superiore alla media nazionale di un’Italia che detiene il primato europeo di auto circolanti per abitanti. Il parco auto ha superato quota 41 milioni e 300 mila mezzi. Nell’ultimo decennio si sono aggiunte poco più di 4 milioni e 200 mila
vetture, con un aumento complessivo dell’11,5%.

Tra i grandi Paesi dell’Unione Europea, l’Italia ha il parco auto più anziano. Quasi un’auto su quattro – il 24,3% – ha più di vent’anni. Fa peggio soltanto la Spagna (25,6%), mentre la Francia si ferma a poco più di una su otto (12,5%) e la Germania addirittura a una su dieci (10%).

Con così tante vetture, e per di più datate e bisognose di manutenzione, aumentano le necessità di ci si aspetterebbe un aumento delle attività di autoriparazione (carrozzieri, autofficine, gommisti, elettrauto, etc.). E invece, come evidenzia appunto la Cgia, gli autoriparatori, in particolare quelli indipendenti, continuano a diminuire: nel 2024 le attività erano poco più di 75.200. Dieci anni prima erano 83.700. In pratica ne sono “scomparse” circa 8.400, con un calo del 10%.

 

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