Il settore olivicolo pugliese si trova di fronte a una nuova, complessa sfida. Secondo i dati resi noti da Coldiretti Puglia, le giacenze di olio extravergine di oliva 100% made in Italy nei magazzini della regione sono aumentate a dismisura nell’ultimo anno. Al 23 settembre 2026 i silos pugliesi custodiscono ben 38.694,76 tonnellate di extravergine, un balzo in avanti del 450,4% rispetto alle 7.029,76 tonnellate registrate alla fine di settembre del 2025.
Trasparenza e lotta alle speculazioni
L’emergenza giacenze è stata il tema centrale dell’Assemblea generale della filiera olivicola e olearia, organizzata da Coldiretti e PugliaOlive a Palo del Colle. Un quadro che, per l’associazione di categoria, rende indispensabile un intervento rapido e capillare, in un territorio in cui l’agricoltura e la tutela delle produzioni tipiche locali rappresentano l’ossatura dell’economia regionale.
Coldiretti ha chiesto a gran voce l’intensificazione dei controlli contro chi traffica illecitamente con l’olio e ha preteso rassicurazioni per gli olivicoltori e i veri frantoiani. «Il dato delle giacenze non può trasformarsi in un alibi per scaricare sugli agricoltori problemi che nascono a valle della produzione», ha avvertito Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. «Alla vigilia della raccolta dobbiamo garantire il ritiro delle olive, una remunerazione coerente con i costi e con la qualità e liquidità sufficiente alle imprese sane che lavorano prodotto italiano».
Credito e misure di contrasto
Sul tavolo della discussione c’è anche il delicatissimo tema dell’accesso al credito. I dati forniti dall’ABI rivelano che negli ultimi venti mesi sono state realizzate 538 operazioni bancarie per un volume complessivo di 146 milioni di euro, con la Puglia in testa a quota 70 milioni. Da qui la richiesta di Pietro Piccioni, direttore regionale di Coldiretti, di istituire un incontro mirato con gli istituti di credito e un tavolo di confronto con la Grande Distribuzione Organizzata, per far sì «che il valore generato dall’olio pugliese ritorni fino all’olivicoltore».
A supportare la filiera, la Coldiretti invoca una campagna straordinaria di verifiche incrociate. I controlli dovranno riguardare siti di stoccaggio, frantoi e reti di distribuzione, puntando a una maggiore trasparenza sugli scaffali. L’obiettivo primario è smascherare le frodi e impedire che l’olio di provenienza estera possa sfruttare in modo ingannevole e improprio il richiamo all’italianità , danneggiando i 148mila produttori che, con oltre 370mila ettari coltivati, tengono in piedi il settore agricolo della regione.
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