Anche nelle piazze della Puglia le proteste di Orgoglio Olivicolo

Una protesta che vuole dare voce alle migliaia di imprenditori agricoli, olivicoltori, produttori uniti nelle cooperative, frantoiani: le quattro richieste al Governo per il settore

Anche in Puglia, come nelle piazze di altre regioni del Sud, le proteste organizzate da Orgoglio Olivicolo, il comitato nazionale che unisce tutta la filiera del comparto olivicolo-oleario dal campo al frantoio. Una mobilitazione che al momento interessa Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise e Campania e che si fermerà, dicono gli organizzatori, “solo quando sarà dichiarato lo Stato di crisi per l’olivicoltura e verranno attivate azioni concrete per evitare il tracollo definitivo del settore”.

Una protesta che vuole dare voce alle migliaia di imprenditori agricoli, olivicoltori, produttori uniti nelle cooperative, frantoiani. Chiediamo che il Governo riconosca lo stato di crisi del settore olivicolo e di tutto il comparto agricolo per l’attivazione dei provvedimenti conseguenziali.

“Per settimane – rivendicano – ci hanno chiesto pazienza. Abbiamo risposto alla convocazione di tavoli di crisi regionali e al Ministero. Per mesi e mesi hanno fatto finta di ascoltare le nostre proposte. Non chiediamo la luna, vogliamo che i produttori olivicoli, le realtà cooperativistiche e i frantoi italiani siano messi nelle condizioni di combattere alla pari la sfida dei mercati, con regole certe che valgano per tutti, con controlli di qualità e salubrità dell’olio a cui noi siamo abituati attivando sistemi di controllo che impediscano l’ingresso e la vendita di ‘miscele’ a basso costo provenienti dall’ester”o.

Il Comitato Orgoglio Olivicolo chiede con urgenza quando azioni. La prima è il riconoscimento da parte del Governo dello stato di crisi del settore olivicolo e di tutto il comparto-agricoltura, per l’attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali. Inoltre, l’introduzione con decorrenza immediata del documento di trasporto in formato elettronico così come già disposto da tempo per il settore viti vinicolo promesso ma non ancora attivato. E ancora, un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale reale e verificabile. Infine, il comitato chiede misure ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi.

 

Redazione

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