Momenti di forte tensione davanti all’abitazione di Dario Stefàno, ex senatore ed ex assessore regionale, protagonista suo malgrado di un episodio che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Un uomo di 60 anni è stato arrestato dopo aver presumibilmente rivolto minacce all’ex parlamentare e agli agenti incaricati della sua protezione.
L’episodio si è verificato nella giornata di domenica, all’ingresso del condominio in cui risiede Stefàno, già in passato destinatario di intimidazioni. Il presunto responsabile è stato identificato come John Serol, cittadino nigeriano senza fissa dimora, sul quale sarebbero successivamente emersi numerosi precedenti giudiziari e decine di identità alternative.
Minacce davanti al condominio dell’ex senatore
Secondo quanto ricostruito, il 60enne si trovava sui gradini di accesso all’edificio quando avrebbe incrociato Dario Stefàno e gli uomini della sua scorta. Alla loro vista, l’uomo avrebbe manifestato un atteggiamento sempre più aggressivo, arrivando a pronunciare minacce nei confronti dell’ex parlamentare e successivamente degli operatori di sicurezza.
Per evitare ulteriori rischi, Stefàno si è immediatamente rifugiato all’interno della propria abitazione, mentre gli agenti della scorta hanno continuato a sorvegliare l’ingresso del palazzo.
Nel frattempo è stato richiesto l’intervento delle volanti della Polizia di Stato, giunte sul posto per gestire la situazione e procedere agli accertamenti necessari.
Aggressioni e intimidazioni anche negli uffici della questura
La situazione non si sarebbe conclusa con l’accompagnamento del 60enne negli uffici della questura. Una volta trasferito nella struttura di polizia, infatti, l’uomo avrebbe mantenuto un comportamento violento nei confronti degli agenti.
Stando alla ricostruzione dei fatti, avrebbe spintonato e sputato contro i poliziotti, accompagnando tali gesti con ripetute minacce e atteggiamenti intimidatori.
Una condotta che ha portato all’arresto dell’uomo e ai successivi approfondimenti sulla sua identità e sulla sua posizione giudiziaria.
Quarantasei identità alternative e numerosi precedenti penali
Gli accertamenti effettuati attraverso le banche dati delle forze dell’ordine avrebbero fatto emergere un quadro particolarmente complesso.
Il 60enne risulterebbe infatti associato a 46 alias registrati in diverse località italiane, oltre a una serie di precedenti penali relativi principalmente a reati in materia di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.
Dalle verifiche sarebbe inoltre emersa l’esistenza di diversi provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, che non avrebbero trovato esecuzione.
Elementi che sono stati acquisiti nell’ambito degli approfondimenti sulla posizione dell’uomo, fermo restando che i precedenti e i provvedimenti amministrativi sono distinti dalle responsabilità ancora da accertare per l’episodio avvenuto davanti all’abitazione dell’ex senatore.
Arresto convalidato, processo rinviato al 21 ottobre
La vicenda è approdata davanti all’autorità giudiziaria con il giudizio per direttissima, celebrato alla presenza del giudice Pietro Baffa e del pubblico ministero Alfredo Manca.
Durante l’interrogatorio, l’imputato ha respinto la ricostruzione degli episodi contestati, sostenendo che gli agenti avrebbero riferito circostanze non corrispondenti alla realtà.
Il difensore, l’avvocato Antonio Bovino, ha quindi richiesto un termine per preparare la difesa.
Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti del 60enne.
La trattazione del merito del procedimento è stata rinviata al 21 ottobre, quando proseguirà l’esame delle contestazioni. La responsabilità penale dell’imputato resta da accertare nel corso del processo.
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