Maglie, furto nella gioielleria Benito Toma: banda in fuga su una Porsche

Quattro uomini incappucciati hanno assaltato l’attività commerciale nel cuore della notte, portando via numerosi preziosi. I carabinieri hanno intercettato il Suv sulla statale 16, ma i fuggitivi sono riusciti a far perdere le proprie tracce.

Nuovo furto alla storica gioielleria Benito Toma di Maglie, la banda composta da quattro persone, durante la notte, ha forzato gli accessi del negozio e sottratto numerosi oggetti preziosi. Il gruppo ha agito intorno alle 2.20, utilizzando modalità rapide e violente per raggiungere le vetrine e impossessarsi della merce. Subito dopo il colpo, i responsabili si sono allontanati a bordo di un potente Suv nero, dando origine a un inseguimento con i carabinieri lungo la strada statale 16.

Il valore complessivo della refurtiva non è stato ancora quantificato con precisione e sono in corso le verifiche necessarie per stabilire l’entità del danno economico subito dai titolari.

La banda è entrata in azione con il volto coperto, intervenendo sugli accessi del negozio per raggiungere rapidamente l’interno. I quattro uomini hanno prima danneggiato la pesante saracinesca, riuscendo successivamente a scardinare la porta d’ingresso. Una volta superate le barriere, hanno avuto accesso agli spazi espositivi, da cui hanno prelevato gioielli e altri beni di valore.

La rapidità dell’intervento ha consentito ai responsabili di completare il furto in pochi minuti, prima di lasciare la zona. La dinamica dell’assalto, caratterizzata dalla forzatura degli ingressi e dalla distruzione delle strutture di protezione, ha permesso ai ladri di raggiungere le vetrine senza perdere troppo tempo.

L’inseguimento sulla strada statale 16

La segnalazione del furto ha portato sul posto i carabinieri della sezione radiomobile, che si sono messi sulle tracce dei responsabili. Le pattuglie sono riuscite a individuare il mezzo in fuga e a intercettarlo lungo la strada statale 16, in direzione sud.

Ne è seguito un inseguimento ad alta velocità, durante il quale i militari hanno tentato di fermare il Suv. La corsa si è sviluppata lungo la carreggiata, con le auto di servizio impegnate a raggiungere il veicolo utilizzato dalla banda.

La fuga, tuttavia, si è conclusa senza il fermo dei sospettati. La potenza della Porsche Cayenne e il vantaggio accumulato durante le prime fasi dell’allontanamento hanno consentito ai fuggitivi di distanziare la pattuglia e di scomparire nell’oscurità. I quattro uomini sono quindi riusciti a sottrarsi al controllo dei carabinieri, facendo perdere le proprie tracce dopo aver percorso un tratto della statale.

Le circostanze dell’episodio, a partire dall’identificazione dei responsabili fino alla provenienza del veicolo, restano elementi centrali per la ricostruzione dei fatti. Anche la quantificazione della refurtiva richiederà ulteriori accertamenti da parte dei titolari dell’attività commerciale.

La gioielleria già colpita in passato

L’assalto avvenuto nelle scorse ore si aggiunge a una serie di episodi che, nel corso degli anni, hanno già interessato la gioielleria Benito Toma. L’attività di Maglie è stata infatti bersaglio di precedenti furti e rapine, una successione di eventi che ha ripetutamente coinvolto lo storico esercizio commerciale.

Un precedente recente risale al maggio del 2025, quando il negozio era stato nuovamente preso di mira dai malviventi. Anche in quell’occasione, secondo le informazioni disponibili, erano state adottate modalità operative analoghe a quelle utilizzate nell’ultimo episodio.

Il nuovo colpo riporta quindi l’attenzione sulla sicurezza delle attività commerciali che trattano beni di elevato valore, soprattutto nelle ore notturne, quando i negozi sono chiusi e i responsabili possono tentare di agire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Nel caso di Maglie, l’intervento dei carabinieri ha consentito di intercettare il mezzo utilizzato per la fuga, ma non è stato sufficiente a bloccare la banda. Restano da chiarire l’identità dei quattro uomini, l’eventuale provenienza furtiva della Porsche Cayenne e l’ammontare complessivo dei preziosi sottratti alla gioielleria.

Le indagini dovranno ricostruire le diverse fasi dell’azione criminale e verificare gli elementi utili a individuare i responsabili, mentre per i titolari dell’attività resta da definire l’entità delle perdite causate dall’ennesimo assalto.

Redazione

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