Il Comune di Lecce potrebbe uscire dal disavanzo finanziario molto prima della scadenza prevista dal piano di riequilibrio. I risultati ottenuti negli ultimi anni fanno guardare con fiducia al futuro dei conti pubblici, ma resta un nodo da sciogliere: il parere della Corte dei Conti sull’utilizzo delle risorse aggiuntive trasferite dallo Stato.
La questione è centrale per l’amministrazione guidata da Adriana Poli Bortone, chiamata a conciliare il risanamento dei conti con l’aumento delle spese e la necessità di mantenere efficienti i servizi comunali. L’obiettivo è chiudere il disavanzo nell’arco di due o tre anni, senza compromettere la capacità di spesa dell’ente.
Il piano di riequilibrio prevede che il Comune destini ogni anno circa 8,6 milioni di euro al ripianamento del disavanzo. I rendiconti, tuttavia, hanno consentito di recuperare mediamente circa 10 milioni, anticipando gli obiettivi fissati.
Secondo l’interpretazione degli uffici finanziari, questi risultati potrebbero alleggerire gli obblighi degli esercizi successivi. La questione è stata sottoposta alla Corte dei Conti, dalla quale si attende una risposta definitiva.
In caso di interpretazione restrittiva, la somma da vincolare al risanamento potrebbe salire a circa 9,9 milioni di euro, sottraendo al bilancio 2027 circa 1,2 milioni destinabili ad altre esigenze.
Una prospettiva che preoccupa gli uffici finanziari, soprattutto alla luce dell’aumento dei costi di gestione e della necessità di garantire continuità ai servizi pubblici.
A pesare sui conti di Palazzo Carafa è soprattutto il rincaro dell’energia. Il dirigente del settore finanziario, Pantaleo Isceri, ha quantificato in circa un milione di euro l’aumento delle spese energetiche sostenute dal Comune.
Una cifra significativa, che riduce i margini di manovra dell’amministrazione in un momento in cui occorre assicurare manutenzioni, assistenza e funzionamento degli uffici, nonostante un organico sempre più ridotto.
«Se la Corte dei Conti ci imponesse di destinare tutte le risorse aggiuntive del governo al ripianamento del disavanzo, sarebbe un grosso problema», ha spiegato Isceri, sottolineando la necessità di continuare a garantire servizi importanti ai cittadini.
Anche le entrate derivanti dalle sanzioni stradali sono state riviste al ribasso. Dal bilancio previsionale sono stati eliminati 1,2 milioni di euro legati agli autovelox, dopo che gli incassi effettivi si sono rivelati inferiori alle attese. Il Comune riscuote mediamente circa il 50% delle multe elevate, anche a causa dei ricorsi. Si tratta, inoltre, di risorse vincolate agli interventi per la sicurezza stradale e la viabilità.
Conti in miglioramento, obiettivo risanamento anticipato
Nonostante le difficoltà, i rendiconti del 2024 e del 2025 hanno permesso di recuperare quote significative del disavanzo. Positivi anche i risultati sul fronte della spesa per il personale, con risparmi superiori ai due milioni di euro inizialmente previsti.
A rafforzare il quadro contribuiscono gli accantonamenti per i contenziosi e per il fondo crediti di dubbia esigibilità, risultati più consistenti rispetto alle previsioni.
«Siamo vicini al traguardo. Con le risorse disponibili potremmo chiudere il disavanzo nell’arco di due o tre anni, molto prima della scadenza del piano di riequilibrio», ha dichiarato Isceri.
Nel frattempo, la giunta Poli Bortone ha approvato, con la delibera numero 441 del 15 ottobre, lo schema del bilancio consolidato 2025, che comprende anche i risultati delle società partecipate. Secondo quanto riferito dal dirigente, Sgm e Lupiae Servizi hanno entrambe chiuso in utile.
Il documento passerà ora al vaglio dei revisori e successivamente del Consiglio comunale, chiamato a pronunciarsi entro il 31 ottobre.
La decisione della Corte dei Conti sarà decisiva
Le difficoltà di Lecce si inseriscono in un contesto nazionale caratterizzato da una crescente pressione sui bilanci pubblici. Anche le Regioni devono fare i conti con l’aumento delle spese sanitarie: nel 2025, secondo i dati della Corte dei Conti citati nel quadro finanziario, il disavanzo sanitario regionale complessivo ha raggiunto 2,3 miliardi di euro. In Puglia, il deficit è arrivato a circa 349 milioni.
Per i Comuni, invece, il peso dei costi energetici e le entrate inferiori alle attese rendono più difficile mantenere l’equilibrio finanziario senza limitare gli interventi sul territorio.
Per Lecce, la partita decisiva si giocherà sul bilancio 2027. Il parere della Corte dei Conti chiarirà quante risorse potranno essere destinate ai servizi e quante dovranno essere vincolate al risanamento. L’obiettivo resta uscire dal disavanzo in anticipo, evitando che il miglioramento dei conti si traduca in minori risorse per le esigenze quotidiane della città.
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