Crisi dell’olio italiano, Orgoglio Olivicolo chiede un tavolo permanente al MIMIT

Il movimento rivendica autonomia dalle forze politiche e critica la posizione della grande distribuzione al confronto del Mimit. Chieste misure per tutelare l'olio 100% italiano e sostenere la filiera olivicola e un netto “No a strumentalizzazioni della nostra battaglia”.

Orgoglio Olivicolo ribadisce la propria indipendenza da partiti e schieramenti politici con un “No a strumentalizzazioni della nostra battaglia” e chiede interventi urgenti per affrontare la crisi del settore olivicolo-oleario italiano.

Il movimento, che riunisce olivicoltori, cooperative di produttori e frantoiani, interviene dopo il tavolo di crisi di oggi 20 ottobre 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), esprimendo preoccupazione per l’atteggiamento assunto dai rappresentanti della grande distribuzione organizzata.

Al centro delle richieste figurano l’istituzione di un confronto permanente con la GDO, una maggiore valorizzazione delle produzioni nazionali certificate e l’adozione di strumenti capaci di sostenere le imprese della filiera.

L’organizzazione invita inoltre gli operatori del comparto a mantenere un percorso autonomo, evitando che le rivendicazioni economiche e produttive vengano associate a contrapposizioni politiche o ad altre mobilitazioni di categoria.

Orgoglio Olivicolo rivendica l’indipendenza della protesta

Il movimento richiama all’unità gli operatori che, dallo scorso maggio, partecipano alla piattaforma comune di proposte e rivendicazioni per il rilancio del settore.

L’appello è rivolto in particolare agli olivicoltori, ai soci delle cooperative e ai titolari dei frantoi, affinché la mobilitazione mantenga una propria identità e non venga utilizzata per sostenere posizioni favorevoli o contrarie al Governo.

La stessa autonomia viene rivendicata rispetto alle proteste degli autotrasportatori, pur nel rispetto delle difficoltà economiche e occupazionali che interessano altre categorie produttive.

Secondo Orgoglio Olivicolo, la crisi dell’olio italiano presenta caratteristiche specifiche e richiede risposte mirate. L’organizzazione la descrive come la più grave degli ultimi vent’anni per il comparto olivicolo-oleario, sottolineando le conseguenze che potrebbero interessare migliaia di aziende, cooperative, frantoi e lavoratori.

Il movimento considera essenziale mantenere un dialogo con le istituzioni, anche attraverso confronti critici, purché orientati alla ricerca di soluzioni concrete per la tutela della filiera.

Tavolo al Mimit, critiche alla grande distribuzione

Uno dei principali punti di contrasto emersi riguarda la posizione della grande distribuzione organizzata durante il confronto ministeriale del 20 ottobre.

Orgoglio Olivicolo contesta quella che giudica una scarsa disponibilità dei rappresentanti della GDO ad affrontare alcune questioni considerate fondamentali per il futuro della produzione nazionale.

In particolare, il movimento ritiene necessario rafforzare gli strumenti di tutela dei consumatori, con attenzione alla qualità e alla salubrità dell’olio, e migliorare la riconoscibilità dei prodotti ottenuti interamente in Italia.

Secondo l’organizzazione, una maggiore visibilità delle produzioni certificate 100% italiane potrebbe contribuire a favorire scelte di acquisto più consapevoli e a valorizzare il lavoro delle imprese della filiera.

Le critiche espresse riguardano quindi la necessità di costruire un rapporto più collaborativo tra produttori e distribuzione commerciale, individuando iniziative condivise per sostenere il comparto.

Richiesto un tavolo permanente per l’olio 100% italiano

Per superare le difficoltà emerse nel confronto, Orgoglio Olivicolo propone l’istituzione di un tavolo permanente presso il Mimit, dedicato al dialogo con la grande distribuzione organizzata.

L’obiettivo è definire un programma di interventi immediati e coordinati per rafforzare la tutela e la valorizzazione dell’olio di origine interamente italiana.

Il movimento chiede che il confronto venga avviato senza ulteriori rinvii, così da affrontare le problematiche della filiera attraverso iniziative operative e non soltanto attraverso incontri occasionali.

La proposta si inserisce in una strategia più ampia che punta a migliorare il rapporto tra produzione, commercializzazione e consumatori, salvaguardando il ruolo dell’olio italiano come prodotto rappresentativo del Made in Italy.

Ammasso privato e aste per gli indigenti, le richieste al Governo

Accanto al confronto con la GDO, l’organizzazione richiama l’attenzione su due strumenti oggetto della discussione istituzionale.

Il primo riguarda la procedura di ammasso privato, per la quale Orgoglio Olivicolo chiede un riconoscimento, auspicando un intervento di mediazione da parte del ministro Francesco Lollobrigida.

Il movimento sollecita inoltre chiarimenti sulla prevista procedura di asta destinata agli indigenti, chiedendo che vengano illustrate in modo più approfondito le modalità attraverso le quali si intende realizzarla.

Si tratta di questioni sulle quali l’organizzazione ritiene indispensabile ottenere indicazioni più precise, per comprendere gli effetti delle misure prospettate sul settore olivicolo-oleario.

La mobilitazione per il futuro della filiera olivicola

Orgoglio Olivicolo conferma la volontà di proseguire il proprio percorso di mobilitazione, mantenendo come priorità la difesa delle imprese e dei lavoratori del comparto.

L’organizzazione ribadisce che il confronto con le istituzioni deve concentrarsi su soluzioni per garantire maggiore attenzione, equità e prospettive economiche alla produzione olivicola italiana.

La richiesta di un tavolo permanente con la grande distribuzione, insieme alle sollecitazioni rivolte al Governo, rappresenta il nucleo delle iniziative che il movimento intende portare avanti.

La posizione espressa dopo la riunione al Mimit conferma dunque due obiettivi: preservare l’autonomia della mobilitazione e ottenere interventi concreti per il rilancio dell’olio 100% italiano, senza coinvolgere le rivendicazioni del settore nelle contrapposizioni tra forze politiche.

Il Comunicato Stampa integrale:

Orgoglio Olivicolo: “No a strumentalizzazioni della nostra battaglia”

“Nessuno si faccia irretire dal ‘servire’ cause politiche di qualsivoglia schieramento, siamo autonomi”

E sul tavolo di oggi al Mimit, “stigmatizziamo la chiusura della GDO con cui serve tavolo permanente”

“Invitiamo gli olivicoltori, i soci delle cooperative di produttori e i frantoiani che, da maggio, con forza, coerenza e unità d’intenti, si sono ritrovati insieme nella piattaforma di rivendicazioni e proposte di Orgoglio Olivicolo a non farsi strumentalizzare per battaglie di fazioni politiche pro e contro il Governo oppure in schieramenti strumentali che sono a favore o contro gli autotrasportatori. Fermo restando il nostro profondo rispetto per le altre battaglie sociali, economiche e occupazionali che stanno muovendo milioni di lavoratori delle diverse categorie in tutta Italia, la battaglia contro le dinamiche che hanno aperto, in queste settimane, la più grande crisi degli ultimi 20 anni per il settore olivicolo-oleario, ha una sua specificità e un’autonomia a cui non vogliamo e non possiamo rinunciare. Siamo uniti, liberi e autonomi e tali vogliamo e dobbiamo restare, perché la credibilità della nostra battaglia è evidenziata e avvalorata da un dialogo franco, aperto al confronto talvolta anche aspro e conflittuale, ma sempre orientato a un solo obiettivo: trovare soluzioni che restituiscano al mondo olivicolo-oleario italiano quell’attenzione, dignità ed equità che permettano di salvaguardare il presente e il futuro di migliaia di aziende, cooperative, frantoi, lavoratrici e lavoratori di un settore che è sempre stato il fiore all’occhiello del made in Italy. A tal proposito, stigmatizziamo con forza l’atteggiamento di preventiva chiusura che, anche nella mattinata di oggi, martedì 20 ottobre 2026, ha caratterizzato i rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata al tavolo di crisi che si è tenuto al Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La GDO non ci è parsa particolarmente favorevole ad azioni che rafforzino da un lato la tutela dei consumatori rispetto a fattori fondamentali come qualità e salubrità dei prodotti e, dall’altro, migliorino la visibilità e la possibilità di scegliere produzioni 100% italiane certificate, con azioni e una vision complessiva che rilanci la filiera. Per questo motivo, crediamo necessaria l’istituzione presso il Mimit di un tavolo permanente di confronto con la GDO che programmi azioni concrete ed immediate a tutela dell’olio 100% italiano. Un tavolo che dovrebbe partire subito. Confidiamo nella capacità di mediazione del ministro Lollobrigida anche sulla procedura di ammasso privato che riteniamo debba essere riconosciuta. Al contempo, chiediamo siano meglio specificate e approfondite nel dettaglio le modalità con cui si vorrebbe attuare la procedura dell’asta per gli indigenti. Noi non demordiamo, non ci fermiamo. Siamo assolutamente convinti della bontà della nostra battaglia e continueremo a condurla con coerenza, libertà e autonomia”.

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