Clan leccesi e gallipolini alleati per un’estorsione: condanne e dettagli dell’inchiesta

L'estorsione orchestrata da clan leccesi e gallipolini ha portato a pesanti condanne, ma molte assoluzioni e testimonianze cruciali restano al centro del dibattito giudiziario

polizia

La recente sentenza ha visto coinvolti presunti esponenti di clan leccesi e gallipolini, accusati di aver orchestrato un’estorsione ai danni dell’ex titolare di una tabaccheria a Lecce. Questo caso rappresenta una diramazione dell’operazione “Baia Verde”, che anni fa permise di smantellare parte delle nuove leve della criminalità locale, attive non solo a Gallipoli ma anche nel capoluogo salentino.

Tra gli imputati, Roberto Parlangeli e Gabriele Pellè sono stati assolti dall’accusa di estorsione, con i giudici che hanno ritenuto di non dover procedere nei loro confronti, poiché già giudicati in sentenze precedenti. Stessa sorte per Giovanni Parlangeli, di Lecce. Vito Francesco Corallo, ex titolare della tabaccheria e inizialmente accusato di essere il mandante dell’estorsione, è stato assolto perché non ritenuto colpevole dei fatti contestati.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo di presunti criminali avrebbe preteso dal nuovo acquirente della tabaccheria una somma aggiuntiva di 277.800 euro, nonostante l’acquirente avesse già pagato 346.000 euro per la cessione dell’attività. Il nuovo proprietario, inoltre, era stato costretto a versare ulteriori 115.739 euro e ad accettare Corallo come socio.

La sentenza finale del processo è attesa nei prossimi mesi, con il verdetto che potrebbe essere influenzato dalle dichiarazioni del titolare della tabaccheria, coinvolto in un altro procedimento giudiziario.

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