Decreto di giudizio immediato per l’inchiesta “EasyBonus”

Nell’ambito dell’inchiesta “EasyBonus”, un'associazione è accusata di affari illeciti con i fondi dei "bonus facciata". Il gip Marcello Rizzo ha disposto il decreto di giudizio immediato per 13 persone coinvolte

finanza

Il giudice per le indagini preliminari (gip) Marcello Rizzo ha firmato il decreto di giudizio immediato relativo all’inchiesta denominata “EasyBonus”. Tale provvedimento riguarda 13 individui, per i quali è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita il 27 febbraio scorso, su richiesta della sostituta procuratrice Simona Rizzo. Tra le accuse mosse, emergono reati di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e fraudolenta percezione di erogazioni pubbliche.

Le indagini svolte dai militari del Nucleo di Polizia economico finanziaria delle Fiamme Gialle di Lecce e dal Nucleo speciale tutela entrate e frodi fiscali di Roma, hanno svelato una complessa rete di truffe. Al centro delle operazioni ci sarebbe stato il consulente finanziario Marcello Giorgio Monsellato, accusato di aver guidato l’organizzazione. Questa, attraverso false attestazioni di lavori di rifacimento delle facciate degli immobili, ingannava l’Agenzia delle Entrate, ottenendo un credito d’imposta di quasi 15 milioni di euro. Successivamente, il credito inesistente veniva ceduto a Poste Italiane.

Il denaro ottenuto veniva trasferito su conti italiani ed esteri, intestati ad altri, per poi tornare alla disponibilità di società riconducibili alla stessa associazione. Queste società “ripulivano” il denaro attraverso attività economiche, finanziarie e imprenditoriali, spesso intestate a prestanome. Il tutto avveniva con il contributo di un gruppo criminale internazionale.

In questo contesto, Monsellato sarebbe stato vittima di episodi incendiari. La sua abitazione fu data alle fiamme due volte, tra il 25 e il 29 giugno 2022. Secondo l’accusa, l’obiettivo degli incendiari era di estorcere denaro al consulente, che il 7 luglio 2022 avrebbe consegnato 150mila euro. Tra i destinatari del denaro, 5mila euro sarebbero stati destinati a Donato Lezzi, identificato come uno dei responsabili degli incendi, mentre altri complici rimangono ignoti.

 

Redazione

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