Si attende la convalida dell’arrestato di Albano Galati, il 56enne accusato di aver ucciso a coltellate la moglie da cui si stava separando, la 50enne Aneta Danielczyk.
Assistito dagli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto, l’uomo, apparso in stato confusionale dopo il fermo bella sua abitazione di via Corvaglia, a Taurisano, ha detto di non ricordare quanto avvenuto nel pomeriggio di sabato. Quando alle 17 è tornato in casa, visibilmente alterato secondo quanto raccontato dai vicini, che poi sono accorsi sentendo le urla della coppia.
Una vicina, nel tentativo di soccorrere Aneta, è stata anche ferita da Galati. Che per questo, oltre che del femmnicidio della moglie, è accusato anche del tentato omicidio della vicina. Che è stata medicata in ospedale. Dove invece Aneta è morta, a causa delle profonde ferite inferte con la lama di un grande coltello da cucina, che è stato sequestrato insieme a un taglierino con la lama spezzata, un cellulare e gli indumenti che Galati indossava.
L’uomo non ha comunque confessato il delitto, dicendo di non ricordare nulla di quanto avvenuto in quelle ore.
La coppia si era conosciuta in Svizzera. Poi Aneta aveva accettato di trasferirsi in Puglia. A Taurisano Galati aveva lavorato come netturbino, fino alla scadenza del suo contratto. Il rapporto era finito e i due si stavano separando.