G.P., è stato condannato a quattro anni di reclusione per maltrattamenti sulla ex compagna. La giudice monocratica Annalisa De Benedictis ha emesso la sentenza che prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. La vittima, una donna di Spongano, sarà risarcita con una provvisionale di 10mila euro, oltre al risarcimento del danno che verrà quantificato separatamente.
Dall’istruttoria dibattimentale è emerso come i gravi fatti contestati all’imputato siano stati compiuti in un arco temporale esteso. “Non si è trattato di accadimenti isolati ed episodici o di meri litigi”, si legge nelle motivazioni della sentenza, ma di una pluralità di atti lesivi posti in essere con coscienza e volontà dall’imputato in un periodo significativo.
La vittima ha subito calci, schiaffi e pugni, è stata minacciata con un coltello, una cintura e strumenti da lavoro. Il racconto coerente e logico della donna ha dimostrato una sequela di pesanti ingiurie, gravi minacce anche di morte, e aggressioni fisiche che includevano percosse e privazioni come l’impedimento di contatti telefonici con familiari. Testimoni ascoltati durante il processo hanno confermato di aver visto segni delle violenze sul corpo della donna, come lividi sulle gambe, un occhio nero e un ematoma sul labbro.
Il Tribunale ha valutato la vittima come altamente attendibile, grazie alla dettagliata e precisa ricostruzione dei fatti offerta. La querelante ha fornito una versione ben idonea a fondare il giudizio di responsabilità dell’imputato. La condanna rappresenta un esempio significativo in un periodo caratterizzato da continui maltrattamenti e violenze contro le donne.
L’imputato, difeso dall’avvocata Arianna Lezzi, potrà ricorrere in appello.