Intercettazioni su Telegram e condanna per spaccio e armi: il caso Giuseppe Antonica

Un'indagine parallela all'inchiesta antiterrorismo ha portato alla condanna di Giuseppe Antonica, arrestato nel 2022

L’arresto di Antonica è avvenuto il 21 luglio 2022, quando il giudice per le indagini preliminari (GIP) ha disposto la custodia cautelare ai domiciliari con braccialetto elettronico. Durante la perquisizione domiciliare, era stato sequestrato materiale informatico, che ha poi fornito ulteriori spunti investigativi. Il processo si è concluso con una condanna ad un anno di carcere per detenzione e spaccio. L’accusa ha sostenuto che, nonostante l’assenza di sequestri fisici di droga o armi, le prove ottenute dalle intercettazioni e dai messaggi su Telegram indicavano chiaramente le attività illecite di Antonica.

L’avvocato difensore di Antonica, Fabio Lazari, ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello, contestando la sentenza emessa dal giudice monocratico Maddalena Torelli, la quale non ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra i due reati, trattandoli come episodi separati. La difesa sosterrà che le prove a carico di Antonica non siano sufficienti per confermare le accuse, in quanto la mancanza di sequestri diretti potrebbe mettere in dubbio il quadro accusatorio.

Le intercettazioni telefoniche e i messaggi criptati su Telegram sono diventati uno strumento cruciale per le forze dell’ordine nella lotta contro la criminalità organizzata e il traffico di sostanze stupefacenti.

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