Rimangono in custodia cautelare in carcere Antonio Bello Rizzo, 29 anni, Loris Rizzo, 20, e Lelio Rizzo, 64, arrestati lo scorso 15 maggio a seguito di un blitz della Guardia di finanza della compagnia di Gallipoli. La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari Angelo Zizzari, che ha convalidato l’arresto a conclusione dell’interrogatorio.
Durante l’udienza, Lelio Rizzo si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Antonio Bello e Loris Rizzo hanno scelto di rispondere alle domande, cercando di respingere le accuse. Tuttavia, secondo il gip, le loro dichiarazioni sono apparse contraddittorie e prive di credibilità, già smentite da numerosi riscontri raccolti in fase investigativa.
L’operazione ha svelato una presunta organizzazione familiare con ruoli ben delineati. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare, l’abitazione del 64enne Lelio Rizzo fungeva da vero e proprio deposito di sostanze stupefacenti. È lì che i finanzieri hanno scoperto quasi un chilo di cocaina, sapientemente occultato in vari nascondigli della casa: sotto al pavimento, all’interno dei cassoni delle tapparelle e persino nelle tubature.
Il materiale sequestrato è stato rinvenuto a seguito di una perquisizione disposta dalla procura, firmata dalla sostituta procuratrice Giorgia Villa. Gli elementi raccolti evidenziano la disponibilità del locale anche da parte di Loris Rizzo, dato che nel suo portafogli è stata trovata una copia della chiave d’ingresso dell’abitazione.
Le indagini erano già in corso da tempo: i tre erano sotto osservazione per sospetti movimenti legati allo spaccio di droga nella zona di Alliste. Il blitz è stato solo l’atto finale di un’attività di monitoraggio e raccolta prove che ha confermato i sospetti investigativi, portando al sequestro e all’arresto.