Comprare miele italiano aiuta le api e la biodiversità locale

Coldiretti Puglia lancia l’allarme: proteggere gli alveari e acquistare miele locale è un atto concreto contro la crisi ambientale

Il 20 maggio, in occasione della Giornata mondiale delle api, Coldiretti Puglia rinnova il proprio appello ai consumatori: sostenere l’apicoltura locale acquistando miele Made in Italy significa non solo difendere un prodotto di qualità, ma anche preservare la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi. L’associazione mette in evidenza il ruolo insostituibile svolto dalle api, sia selvatiche che domestiche, nella riproduzione delle specie vegetali, ricordando come circa il 90% delle piante da fiore selvatiche e il 75% delle colture agricole dipendano dall’impollinazione operata dagli insetti.

In Puglia sono presenti circa 32.000 alveari e 13.000 sciami, con oltre 1.070 aziende apistiche attive sul territorio. La varietà dei mieli prodotti è ampia e rappresenta una ricchezza regionale, con tipologie che spaziano dal miele di agrumi a quello di timo, eucalipto, coriandolo, fino al millefiori. La presenza crescente di giovani e donne alla guida di queste imprese testimonia l’interesse verso un settore strategico non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale.

Tuttavia, l’apicoltura pugliese è minacciata da diversi fattori, primo fra tutti il cambiamento climatico, che comporta siccità e alterazioni nei cicli delle fioriture. A questi si aggiunge il rischio rappresentato dalle importazioni di miele a basso costo, spesso adulterato con sciroppi e additivi, proveniente soprattutto da Paesi extraeuropei. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, nei primi quattro mesi del 2024 le importazioni di miele sono cresciute dell’11%, con un prezzo medio di 2,14 euro al chilo per il miele extra UE.

Una recente indagine della Commissione europea ha rivelato che quasi la metà del miele importato risulta non conforme alle normative, con un’altissima incidenza di irregolarità nei prodotti provenienti da Cina (74% dei casi) e Turchia (93%). Il miele italiano, al contrario, garantisce qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare, grazie anche all’assenza di coltivazioni Ogm sul territorio nazionale.

Per questo la legge prevede che il miele raccolto interamente in Italia debba riportare in etichetta la dicitura “Miele italiano”, mentre per le miscele europee o extraeuropee devono essere indicati i Paesi di origine.

Coldiretti sottolinea che tre colture alimentari su quattro dipendono dall’impollinazione delle api, incluse fragole, mele, ciliegie, pere, meloni e cocomeri. Una perdita delle api avrebbe conseguenze drammatiche sulla produzione agricola e sull’intero ecosistema.

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