Prosegue senza sosta la raccolta firme per chiedere un referendum abrogativo contro l’ampliamento della rete filoviaria di Lecce. Per ora la quota delle firme autenticate ha superato le 2.300, mentre l’obiettivo da raggiungere rimane fissato a 6.000 sottoscrizioni.
L’annuncio dell’avanzamento della raccolta è arrivato tramite un post pubblicato dall’ex sindaco Carlo Salvemini, che ha commentato così la prima settimana di mobilitazione.
La mobilitazione ha trovato spazio nei giorni scorsi in varie zone del capoluogo salentino, tra cui piazza Indipendenza, piazzetta Congedo, porta San Biagio e porta Napoli. Si tratta di una campagna sostenuta da un ampio fronte di opposizione composto da movimenti civici, associazioni e partiti politici, uniti nel chiedere che la cittadinanza venga chiamata a esprimersi direttamente sul futuro del progetto.
Il piano oggetto di contestazione è stato presentato dall’attuale amministrazione guidata dalla sindaca Adriana Poli Bortone, il filobus leccese, sin dalla sua inaugurazione, è stato al centro di polemiche per i suoi costi e per l’effettiva utilità, risultando per anni una simbolo di spreco e malgoverno urbano.
Chi si oppone chiede che le scelte infrastrutturali non vengano imposte senza il confronto con la popolazione. Il comitato promotore del referendum intende dunque riportare al centro la volontà dei cittadini, in un contesto in cui il rapporto tra spazi urbani, sostenibilità e identità locale appare sempre più delicato.
La campagna referendaria proseguirà nei prossimi giorni con nuovi appuntamenti nelle periferie e nelle marine leccesi, per raggiungere il numero di firme necessario entro i termini previsti dalla legge.