In un settore dominato dalle logiche commerciali, c’è ancora chi sceglie la via dell’etica e dell’indipendenza. È il caso del Centro Acustico Salentino, attivo dal 1971 e oggi guidato da Francesco e Oscar Calcagnile, audioprotesisti di seconda generazione. Un presidio di professionalità e attenzione alla persona, nato dalla volontà di offrire un’alternativa umana e competente a un mercato sempre più orientato alla vendita standardizzata.
Uno dei punti centrali del loro lavoro riguarda un’opportunità troppo spesso sottovalutata o sconosciuta: molti cittadini hanno diritto a ricevere gratuitamente l’apparecchio acustico, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale o altri enti di assistenza come INAIL e l’ex ONIG. Tuttavia, l’accesso a questi dispositivi è spesso ostacolato da pratiche burocratiche complesse e da una scarsa informazione.
“Non basta dire che esiste questa possibilità – spiega Francesco Calcagnile – bisogna accompagnare le persone in ogni fase”. Al Centro Acustico Salentino, infatti, il supporto inizia già dalla prima visita e prosegue fino alla gestione completa delle pratiche amministrative. Una scelta che nasce da un principio chiaro: un diritto deve essere accessibile, non solo teorico.
Ma la differenza del Centro Acustico Salentino non si ferma alla burocrazia. L’approccio dei fratelli Calcagnile è profondamente orientato alla personalizzazione del servizio. Un apparecchio acustico non può essere trattato come un prodotto qualsiasi: va adattato, calibrato e seguito nel tempo. Per questo, ogni paziente è seguito anche nel post-vendita con controlli regolari, regolazioni personalizzate e consigli pratici per affrontare le sfide della vita quotidiana con maggiore serenità.
“La tecnologia è solo un punto di partenza – sottolinea ancora Calcagnile – ma ciò che fa la differenza è l’esperienza di chi adatta l’apparecchio alla persona, e non il contrario”. È questo il motivo per cui il rapporto con l’audioprotesista non termina con la consegna del dispositivo, ma si sviluppa nel tempo, diventando un punto di riferimento costante.
Un altro ostacolo, meno visibile ma altrettanto concreto, è la resistenza culturale. La paura di “invecchiare”, di sembrare fragili o meno autosufficienti, porta molte persone a rinviare la diagnosi e l’uso di apparecchi acustici. Ma la perdita uditiva non colpisce solo l’ascolto dei suoni: rischia di isolare dal mondo sociale e affettivo, con ripercussioni profonde sulla qualità della vita.
Per contrastare questa tendenza, il Centro Acustico Salentino promuove periodicamente screening gratuiti dell’udito, con l’obiettivo di informare, sensibilizzare e offrire un primo passo verso la prevenzione, senza pressioni commerciali. Un approccio che mira a restituire dignità e consapevolezza a chi affronta un deficit uditivo, offrendo un contesto di ascolto, empatia e sostegno reale.
In un contesto in cui molti centri si stanno trasformando in semplici punti vendita, il Centro Acustico Salentino difende con coerenza la propria indipendenza, scegliendo una strada fatta di competenza, attenzione e costruzione di relazioni autentiche con i pazienti.
È qui che nasce la fiducia: nel sentirsi accolti e seguiti, anche prima di tornare ad ascoltare.
Mia madre purtroppo ha problemi di udito da molto tempo ma si ostina a non voler acquistare gli apparecchi acustici proprio per i motivi che avete elencato, ma non si può far nulla per semplificare la procedura con lo Stato?