Condannato dopo nove anni per post diffamatorio contro Catena Fiorello

Un 63enne salentino dovrà risarcire la scrittrice per un'offesa pubblicata su Facebook nel 2016

È arrivata nove anni dopo il fatto la condanna per un 63enne originario del Salento, accusato di aver pubblicato su Facebook un post ritenuto diffamatorio nei confronti di Catena Fiorello, scrittrice e conduttrice televisiva, sorella del noto showman Rosario Fiorello.

Il contenuto incriminato risale al 23 giugno 2016, quando l’uomo pubblicò un post definendo con disprezzo “due cacate buttate sul marciapiede” le figure di Catena e, indirettamente, del fratello Rosario. La frase, ritenuta chiaramente offensiva, è stata al centro di un procedimento penale durato quasi un decennio, complicato da rinvii ripetuti richiesti dalla difesa per tentare una remissione di querela, mai concretizzata.

La giudice Paola Sanghez, nella sentenza di condanna, ha sottolineato come le frasi pubblicate abbiano avuto ampia visibilità, essendo state lette da un numero indefinito di utenti del social network. Le prove portate in aula, tra cui le dichiarazioni di un testimone e documenti presentati dalla parte civile, hanno confermato la responsabilità dell’imputato.

Catena Fiorello, assistita legalmente dall’avvocato Paolo Spalluto, si è costituita parte civile nel processo. Le motivazioni della sentenza evidenziano come le espressioni usate nel post abbiano leso l’immagine, la reputazione e la professionalità della scrittrice catanese, considerata una figura pubblica di rilievo.

Il tribunale ha infine osservato che i numerosi tentativi di rinviare l’udienza per cercare una soluzione bonaria rappresentano un implicito riconoscimento di colpa da parte dell’imputato. In particolare, la sentenza sottolinea l’incoerenza di chi nega la paternità del profilo social offensivo, ma si dichiara pronto a scusarsi per il contenuto pubblicato.

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