Un falò alto 20 metri, costruito con oltre 30mila fascine di tralci di vite, torna a illuminare l’inverno salentino: a Novoli, dal 6 al 25 gennaio 2026, si celebra “La Fòcara – Radici di Fuoco”, la storica rassegna dedicata a Sant’Antonio Abate, protettore del paese. Si tratta di uno dei più grandi eventi di devozione popolare del Sud Italia, capace di attrarre migliaia di visitatori ogni anno.
La costruzione del falò – un vero monumento di arte contadina – coinvolge oltre 300 persone e rappresenta un rituale collettivo unico, tramandato di generazione in generazione. L’accensione della fòcara, prevista per il 16 gennaio, segna il culmine della festa: il fuoco arderà per tre giorni consecutivi, trasformando la grande pira in cenere, simbolo di purificazione e rinascita.
La manifestazione offrirà oltre 40 appuntamenti tra spettacoli, concerti, incontri culturali e momenti liturgici. Il programma, come da tradizione, prende il via il 6 gennaio con l’intronizzazione del Santo e l’avvio del novenario.
Il 17 gennaio saliranno sul palco i Negrita, tra gli ospiti musicali più attesi di questa edizione. Ma non mancano momenti di riflessione spirituale e culturale: il 7 gennaio, in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco, il Teatro Comunale ospiterà il concerto-spettacolo La spada e l’incanto, con Fabrizio Saccomanno e Massimo Donno, seguito il giorno dopo dal talk Laudato si’, mi Signore, per frate Focu’.
Il fuoco è il tema simbolico dell’edizione 2026: un elemento che da sempre accompagna la comunità novolese in un processo di rigenerazione spirituale e sociale, testimoniato anche dal forte legame con il territorio e dalle antiche tecniche di costruzione del falò, che resta interamente realizzato in legno naturale.
La fòcara di Novoli è oggi molto più di un evento religioso: è un patrimonio immateriale vivo, che unisce fede, arte, spettacolo e memoria collettiva, raccontando una comunità che ogni anno si riunisce attorno al fuoco per celebrare le proprie radici.