È stata fissata per il prossimo 21 febbraio 2026 l’udienza preliminare davanti al giudice Angelo Zizzari del Tribunale di Lecce, nell’ambito di una complessa indagine per frode fiscale che vede coinvolte 14 persone. Gli imputati, secondo l’accusa, avrebbero orchestrato un ampio sistema di emissione e utilizzo di fatture false per prestazioni e forniture mai effettuate, allo scopo di evadere le imposte sui redditi e l’IVA.
I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra il 2016 e il 2020, anni in cui – secondo la ricostruzione degli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza – sarebbe stato attivato un articolato meccanismo fraudolento, volto a generare crediti d’imposta inesistenti e ad abbattere il carico fiscale per diverse società coinvolte.
Le fatture, secondo l’accusa, si riferivano a operazioni mai avvenute, principalmente nel settore dell’edilizia e della fornitura di materiali. Le imprese avrebbero beneficiato di un indebito vantaggio fiscale anche attraverso un uso distorto del “reverse charge”, un meccanismo che in particolari casi trasferisce l’obbligo del versamento dell’IVA dal fornitore al cliente, e che, se abusato, può rappresentare un efficace strumento di evasione.
Il sostituto procuratore Alessandro Priontera, titolare del fascicolo, ha quindi formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Come persona offesa è stato indicato il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che potrebbe costituirsi parte civile nel futuro processo.