Un’inchiesta avviata dalla procura di Lecce ha portato alla luce presunti abusi nei confronti di un bambino di 8 anni, coinvolgendo una collaboratrice scolastica di 48 anni. Le accuse includono adescamento di minori e atti sessuali con un minorenne. La situazione ha raggiunto un punto cruciale con l’ascolto protetto del giovane, condotto dalla giudice Francesca Mariano nell’ambito di un incidente probatorio.
Secondo le ricostruzioni, il 24 febbraio 2024, la collaboratrice scolastica si sarebbe offerta di accompagnare il bambino a casa. Durante il tragitto, sarebbero avvenute molestie nei confronti del minore. Si riporta che, mentre guidava a velocità sostenuta, la donna avrebbe tolto le mani dal volante, invitando il ragazzino a prendere il controllo del veicolo, avvertendolo però di non ripetere l’azione, altrimenti avrebbe dovuto “dare un bacio sulla bocca”.
Poche ore dopo, la donna avrebbe inviato messaggi su WhatsApp al bambino, invitandolo a casa sua senza la presenza dei genitori. Il 29 febbraio, quattro giorni dopo, un ulteriore messaggio avrebbe sollecitato una “conversazione segreta” da non rivelare ai genitori. Tuttavia, il bambino ha deciso di confidarsi con la madre, dando avvio a indagini da parte dei carabinieri.
Nel corso delle indagini, i telefoni della collaboratrice scolastica e del bambino sono stati sequestrati per un’analisi approfondita del contenuto. Durante l’incidente probatorio, è stato incaricato uno psichiatra per valutare l’affidabilità delle dichiarazioni del minore. La collaboratrice scolastica, assistita dall’avvocato Angelo Massimo Benedetto, ha negato ogni accusa di abuso, sostenendo che il suo intento fosse quello di ristabilire un rapporto con la madre del bambino.