Il principio “Think Small First” è ufficialmente entrato tra le priorità politiche dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, un passo significativo per le micro e piccole imprese (PMI) europee. Le conclusioni del Consiglio europeo del 19 marzo 2026 rappresentano un punto di svolta per il futuro delle PMI, con un forte impegno a favore della competitività, della semplificazione normativa e del rafforzamento del mercato unico.
Il principio, che enfatizza l’importanza di mettere al primo posto le esigenze delle PMI nelle scelte politiche, è stato ufficialmente recepito nel documento finale del Consiglio Europeo, al punto 35, accogliendo le richieste di SMEunited, l’Associazione Europea dell’Artigianato e delle PMI di cui Confartigianato è membro fondatore. Questo risultato è stato il frutto di una lunga attività condotta dal Presidente di SMEunited, Davide Galli, che ha costantemente sollecitato le istituzioni europee affinché questo principio fosse adottato in modo ufficiale.
Nel corso di numerosi incontri tra il 17 e il 19 marzo, Galli ha ribadito l’urgenza di adottare una legislazione che tenga conto della capacità delle PMI di conformarsi alle normative, evidenziando la necessità di leggi proporzionate. In particolare, durante il vertice sociale tripartito del 18 marzo, Galli ha sottolineato come la semplificazione normativa e l’adozione di politiche favorevoli siano essenziali per garantire una vera prosperità alle PMI.
L’impegno della Commissione Europea, attraverso i suoi rappresentanti, si è concentrato su temi cruciali per il futuro delle PMI, come la tutela della produzione alimentare artigiana, la standardizzazione, e la semplificazione degli oneri amministrativi, in particolare nelle aree di agricoltura, alimentazione, industria e diritti sociali. Un altro tema caldo è stato l’approccio all’economia circolare, in particolare per quanto riguarda il “Passaporto Digitale del Prodotto” (Ecodesign) e le politiche di responsabilità estesa del produttore, con l’obiettivo di supportare la transizione ecologica delle PMI.
Le conclusioni del Consiglio Europeo del 19 marzo 2026 hanno delineato una serie di azioni concrete per le PMI, tra cui:
- Semplificazione normativa per garantire un quadro favorevole e innovativo per le PMI (punto 35-37).
- L’impegno per il completamento del mercato unico, con l’introduzione di strumenti come la e-declaration e il Business Wallet per favorire la crescita delle PMI e delle start-up (punto 30-34).
- Un focus sul contenimento dei costi energetici, con l’accelerazione dell’Unione dell’energia e l’attuazione di misure temporanee per contenere i prezzi (punto 38-41).
- L’integrazione delle PMI nelle politiche per la crescita, la resilienza e l’innovazione, con un particolare focus sugli investimenti tecnologici (punto 42-43).
Tra le altre priorità, il Consiglio Europeo ha ribadito l’importanza di accelerare dossier legislativi strategici come quelli relativi all’intelligenza artificiale, alla cartolarizzazione, e all’euro digitale, e ha confermato l’impegno dell’Unione per l’autonomia strategica dell’UE, che comprende il rafforzamento della base industriale della difesa, con l’inclusione delle PMI.
Inoltre, il sostegno dell’Unione Europea all’Ucraina è stato confermato come una delle priorità a livello politico internazionale.
Questo orientamento politico segna una svolta storica per le PMI europee, in quanto riconosce finalmente l’importanza di mettere al centro delle scelte politiche le esigenze delle piccole e micro imprese, che sono la spina dorsale dell’economia europea.