Un residente di 32 anni di Campi Salentina è stato recentemente assolto dalle accuse di maltrattamenti nei confronti della compagna. Nonostante la richiesta della PM Maria Grazia Anastasia di una condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione, l’uomo è stato scagionato con formula piena per mancanza di prove.
Il processo, che ha catturato l’attenzione pubblica, si è concentrato su presunti episodi di violenza fisica e psichica. L’accusa sosteneva che l’uomo, mosso da una gelosia ossessiva, avesse inflitto violenze alla compagna, inclusi periodi in cui ella era incinta. La vittima presumibile, limitata nella libertà personale e soggetta a maltrattamenti continui, si era alla fine rifugiata presso i genitori.
Tuttavia, il dibattimento ha evidenziato incongruenze significative e la mancanza di prove concrete sull’abitualità delle condotte maltrattanti. La difesa, guidata dall’avvocato Alessandro Stomeo, ha messo in luce queste incongruenze, portando alla piena assoluzione dell’imputato. Il fratello dell’accusato, coinvolto in un’aggressione separata nei confronti della stessa vittima, è stato condannato a dieci mesi di reclusione.
Mentre si attendono le motivazioni ufficiali dei giudici, guidati dal Presidente Fabrizio Malagnino, nelle prossime tre mesi, l’esito del processo solleva interrogativi sull’efficacia dei sistemi di protezione per le vittime di violenza domestica. La persona offesa, rappresentata dall’avvocato Paolo Maci, si era costituita parte civile nel processo.