Un 33enne pregiudicato originario di Gallipoli è finito dietro le sbarre dopo aver violato le severe restrizioni impostegli dal giudice, che includevano il divieto di avvicinamento alla convivente e alle sue figlie. La decisione è stata presa dal gip del tribunale di Lecce, Angelo Zizzari, a seguito di una richiesta di aggravamento della misura cautelare da parte della Procura, in risposta a recenti episodi di inosservanza delle direttive giudiziarie.
La violazione decisiva e l’arresto Il 2 maggio, l’uomo ha trasgredito il divieto di avvicinamento, avvicinandosi in modo provocatorio alla residenza di una familiare dell’ex convivente e seguendola in auto fino al suo luogo di lavoro. Questo comportamento ha precipitato l’arresto e il trasferimento al penitenziario di “Borgo San Nicola”, segnando un ulteriore capitolo nella sua condotta criminale.
Cronistoria di violenze e soprusi Le indagini hanno rivelato che i maltrattamenti in famiglia da parte dell’uomo sono iniziati circa dieci anni fa, subito dopo l’inizio della convivenza con la partner. Le vittime principali sono state la convivente e le sue due figlie minorenni, nate da relazioni precedenti. Il 33enne avrebbe imposto un regime di terrore e controllo, limitando severamente la libertà delle familiari, fino a episodi di violenza fisica estrema, inclusi schiaffi, pugni, e addirittura aggressioni durante la gravidanza della compagna.
Un clima di paura perpetuo Gli episodi documentati includono numerose occasioni in cui l’uomo ha abusato fisicamente delle sue vittime per motivi futili, evidenziando un pattern di comportamento abusivo e manipolativo. Questi atti hanno avuto ripercussioni profonde sul benessere fisico e psicologico delle vittime, con conseguenze che perdurano nel tempo.