Una vasta operazione condotta dai carabinieri forestali ha portato al sequestro di circa cinque ettari di un’area di cava a Melpignano, dove sono emerse gravi irregolarità nell’esercizio dell’attività estrattiva. L’intervento ha messo in luce una serie di violazioni amministrative e di sicurezza che hanno portato alla denuncia del titolare dell’impresa.
Violazioni scoperte e provvedimenti adottati Durante i controlli, effettuati in collaborazione con l’Ufficio minerario della Regione Puglia e l’Ufficio tecnico del Comune, è emerso che l’autorizzazione allo sfruttamento della cava era scaduta da anni. Inoltre, la licenza era originariamente stata rilasciata a una ditta differente da quella attualmente operante sul sito. Questa scoperta ha portato al sequestro immediato dell’area, nonché di tutti i mezzi e le attrezzature presenti, inclusi una pala meccanica, un carrello elevatore e motoseghe a colonna.
Rischi per la sicurezza e l’ambiente Il sopralluogo ha rivelato che l’area di cava non era stata adeguatamente perimetrata, presentando rischi significativi, come l’inclinazione del fronte di cava che implica un pericolo di crollo. Tali condizioni non solo mettono a rischio l’integrità fisica dei lavoratori, ma sollevano anche preoccupazioni ambientali significative.
Denunce e conseguenze legali Il titolare dell’azienda è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Lecce per una serie di reati, tra cui l’attività edilizia in assenza del prescritto permesso di costruire, la gestione non autorizzata di rifiuti e la mancata presentazione dei documenti obbligatori in materia di salute, sicurezza e stabilità del sito.