La vicenda che coinvolge due sottufficiali della Capitaneria di Porto di Otranto si avvia verso un processo penale. Il gip Angelo Zizzari ha infatti ordinato l’imputazione coatta per i due indagati, accusati di violenza sessuale aggravata in ambito lavorativo. La decisione obbliga il pm Luigi Mastroniani a formulare un capo d’accusa formale, evidenziando una situazione che, secondo il giudice, non lascia spazio a dubbi.
La presunta vittima, una giovane volontaria salentina in ferma prefissata, ha fornito testimonianze ritenute “genuine e attendibili” dal giudice. La sua denuncia ha trovato riscontro nelle dichiarazioni della madre e di due colleghe, che avevano raccolto le sue confidenze. Secondo quanto riportato, gli episodi di molestie sarebbero iniziati con apprezzamenti verbali, trasformandosi rapidamente in comportamenti più gravi, fino ad aggressioni di natura sessuale.
Uno dei sottufficiali era collega della giovane durante l’operazione “Maresicuro” nell’estate del 2021. Il secondo, invece, avrebbe agito in modo più invasivo, approfittando della condivisione dei turni notturni in sala operativa, utilizzando pretesti come massaggi o messaggi su WhatsApp con contenuti insistenti e apprezzamenti inappropriati sulle foto pubblicate sui social.
A partire dal luglio 2022, la giovane ha iniziato a manifestare problemi di salute come stress, attacchi di panico e gastrite, sintomi che ha collegato direttamente agli episodi di molestia subiti. Tuttavia, i due sottufficiali hanno negato le accuse, sostenendo che la denuncia sarebbe stata solo un espediente della ragazza per giustificare ai genitori la sua decisione di non proseguire la carriera militare.
Nonostante le loro difese, il giudice ha valutato come del tutto credibili le accuse della vittima, ritenendo prive di motivazioni di astio verso i sottufficiali. La vicenda coinvolge un team legale composto dagli avvocati Silvia Mauro, Veronica Merico, Gregorio Fusco e Marco Castelluzzo, che rappresentano i due militari accusati.
Nuove indagini sulla volontaria in ferma prefissata per molestie sessuali