Nuove indagini sulla volontaria in ferma prefissata per molestie sessuali

Il caso della Capitaneria di Porto di Otranto: una vicenda ancora da chiarire

Le indagini relative al caso di presunte molestie sessuali subite da una volontaria in ferma prefissata presso la Capitaneria di Porto di Otranto entrano in una nuova fase cruciale. Il giudice per le indagini preliminari, Angelo Zizzari, ha deciso di non archiviare il caso, ritenendo necessario un ulteriore approfondimento delle dichiarazioni e delle testimonianze.

La volontaria, che ha prestato servizio per un anno, ha accusato due sottufficiali salentini di averla molestata. Le sue affermazioni delineano un quadro preoccupante di apprezzamenti indesiderati e aggressioni a sfondo sessuale. La giovane ha descritto episodi di molestie sia verbali che fisiche, con un focus particolare su situazioni di isolamento nei confronti di uno dei sottufficiali.

I sottufficiali indagati hanno presentato una versione differente degli eventi, sostenendo che le accuse mosse nei loro confronti siano un pretesto usato dalla volontaria. Questa narrazione contrastante ha complicato ulteriormente la vicenda, rendendo essenziale un’indagine più approfondita per stabilire la verità.

La volontaria ha riferito di aver sofferto di stress e disturbi psicologici a seguito delle presunte molestie.

Il giudice Zizzari, respingendo la richiesta di archiviazione da parte del pm Luigi Mastroniani, ha aperto la strada a un’indagine più approfondita.

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