Dopo anni di indagini, arriva la sentenza di appello sul caso che ha scosso Lecce, relativo all’assegnazione sospetta di alloggi popolari tra il 2013 e il 2017. La corte ha confermato le condanne per 12 persone coinvolte, tra cui ex amministratori pubblici e dirigenti comunali.
Il processo riguardava un presunto scambio di case popolari con preferenze elettorali, un’inchiesta che ha portato alla luce un complesso sistema di favoritismi. La sentenza di secondo grado ha portato a 12 condanne per ex amministratori e dirigenti comunali, con pene che variano da 2 anni a 5 anni di reclusione.
Le figure di spicco coinvolte sono quelle degli ex assessori comunali, Luca Pasqualini, condannato a 5 anni di carcere, e Attilio Monosi, che dovrà scontare 3 anni e 6 mesi. Altri condannati sono Antonio Torricelli, che riceve una pena di 4 anni, e Monia Gaetani, che dovrà scontare 4 anni.
A seguire, sono state emesse condanne anche per Sergio De Salvatore (3 anni), Monica Durante (3 anni), Pasquale Gorgoni (3 anni), Liliana Guido (2 anni e 8 mesi), Raffaele Guido (2 anni e 6 mesi, con una multa di 4300 euro), Giuseppe Nicoletti (10 mesi), Paolo Rollo (3 anni e 6 mesi), e Francesca Sansò (2 anni e 8 mesi).
Alcuni imputati, tuttavia, sono stati assolti o hanno visto la decisione di non procedere nei loro confronti. Tra questi, si segnalano Damiano D’Autilia, attuale presidente della Sgm, che è stato assolto, così come altre figure tra cui Giovanni Bene, Giuseppe Nicoletti e Rosario D’Elia.
Inoltre, alcuni imputati sono stati esclusi dal processo, tra cui Nunziatina Brandi, Antonio Briganti, Angelica Camassa, e altri, a cui non è stato ritenuto necessario procedere.
Il caso, che ha coinvolto la politica e l’amministrazione comunale di Lecce, ha destato un forte clamore, soprattutto per le modalità con cui venivano gestite le assegnazioni degli alloggi popolari, con il sospetto che fossero manipolate in cambio di favori elettorali.
La sentenza di appello arriva a chiudere un capitolo importante di una lunga vicenda giudiziaria, con un forte segnale di giustizia, anche se alcuni imputati hanno visto annullare le accuse iniziali.