Inchiesta EasyBonus, chiesto il processo per 75 imputati a Lecce

Nel mirino una presunta associazione a delinquere che avrebbe truffato lo Stato con crediti d’imposta falsi per 15 milioni di euro

tribunale

Una maxi truffa legata al “bonus facciate” è al centro dell’inchiesta EasyBonus, che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 75 persone. La procura di Lecce, tramite la sostituta procuratrice Simona Rizzo, ha firmato l’istanza, che sarà valutata il 23 settembre prossimo nell’aula bunker del carcere leccese di Borgo San Nicola dalla giudice per l’udienza preliminare Maria Francesca Mariano.

L’indagine, condotta dalla guardia di finanza, ha rivelato l’esistenza di un meccanismo fraudolento incentrato su false attestazioni di lavori edili mai eseguiti, attraverso le quali l’organizzazione sarebbe riuscita ad ottenere un credito d’imposta fittizio di circa 15 milioni di euro. Il denaro sarebbe poi stato ceduto a Poste Italiane, ingannata a sua volta sull’effettiva esistenza del credito.

Tra i principali imputati figura Marcello Giorgio Monsellato, consulente finanziario 48enne di Presicce-Acquarica, ritenuto a capo dell’organizzazione. A carico suo e di altri coindagati è stata già concordata la pena per alcuni capi di imputazione, tra cui quello di associazione a delinquere, ma solo nei limiti del giudizio immediato. Fa eccezione Michele Scognamiglio, che non rientra in tali accordi.

Il sistema messo in piedi era sofisticato e articolato: il denaro ottenuto con l’inganno sarebbe stato disperso tra conti bancari italiani ed esteri, per poi rientrare nelle disponibilità dell’associazione criminale attraverso operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio. Gli importi sarebbero stati reinvestiti in attività economiche e imprenditoriali, intestate spesso a prestanome, al fine di ripulire i proventi illeciti.

Il perimetro dell’inchiesta, sfociata nella massiccia operazione del 27 febbraio 2024, coinvolge anche una rete criminale transnazionale, che avrebbe contribuito alle fasi operative del riciclaggio. Le accuse formulate a vario titolo per i 75 indagati comprendono:

  • truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche

  • truffa semplice

  • riciclaggio

  • autoriciclaggio

  • reati tributari

La complessità del caso e il numero elevato di indagati fanno dell’inchiesta EasyBonus una delle più ampie mai affrontate dal tribunale di Lecce in materia di frodi fiscali. L’udienza preliminare del 23 settembre sarà cruciale per delineare i prossimi sviluppi giudiziari e capire quanti di questi imputati affronteranno un processo ordinario.

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