Due truffatori sono stati arrestati dai carabinieri dopo aver messo in scena un inganno ai danni di una donna di 73 anni di Cursi, approfittando della sua vulnerabilità per sottrarle denaro e preziosi. Il piano dei due, finti carabinieri, è stato interrotto solo grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine che, dopo un lungo pedinamento, sono riuscite a fermarli dopo un rocambolesco inseguimento.
La truffa: il falso incidente e la manipolazione emotiva
Secondo le indagini, i due truffatori, identificati in Antonio Scafaro, 44enne di Casalnuovo di Napoli, e Asia Infelice, 18enne di Acerra, hanno orchestrato una truffa che ha avuto inizio con una telefonata ingannevole. La vittima, una donna di Cursi, è stata contattata da uno dei malviventi, che si è qualificato come un carabiniere. Le è stato comunicato che suo figlio era rimasto coinvolto in un incidente stradale e che, essendo sprovvisto di assicurazione, aveva bisogno urgente di 18mila euro per evitare guai giudiziari.
Per rendere la situazione ancora più drammatica, al telefono è stato fatto ascoltare il pianto di un uomo, presentato come il figlio della donna. In preda al panico, la 73enne ha creduto alla versione raccontata dai truffatori e si è lasciata manipolare emotivamente.
La conclusione del piano: furto e inseguimento
Poco dopo, Asia Infelice si è presentata presso l’abitazione della donna, qualificandosi anch’essa come carabiniera. Sotto la falsa promessa di risolvere la situazione, ha fatto entrare la vittima nell’auto del complice, Antonio Scafaro, che nel frattempo attendeva in un veicolo grigio fuori dalla casa. Prima di andarsene, la truffatrice ha sottratto diversi gioielli dalla casa della donna, tra cui collane, anelli e la fede nuziale.
Mentre i due truffatori fuggivano con la refurtiva, i carabinieri, che li avevano pedinati da Lecce, sono intervenuti. È scattato così un inseguimento che ha attraversato diverse località del Salento, fino a giungere alle porte di Gallipoli, dove Scafaro ha perso il controllo dell’auto e si è schiantato contro un altro veicolo e il guard-rail.
L’arresto e il recupero della refurtiva
I due malviventi sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata in concorso, mentre Antonio Scafaro è stato anche accusato di resistenza a pubblico ufficiale. La refurtiva, inclusi gli oggetti rubati alla vittima, è stata interamente recuperata.
I carabinieri hanno elogiato l’intervento tempestivo della Sezione Operativa di Lecce e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Maglie, che hanno impedito che l’inganno si concludesse con il danno definitivo alla donna.
Un altro episodio di truffa ai danni di persone fragili
Questo caso rappresenta l’ennesima truffa ai danni di una persona anziana e vulnerabile. Le forze dell’ordine ricordano l’importanza di diffidare di telefonate o visite inaspettate da parte di presunti agenti delle forze dell’ordine che richiedono denaro o beni. In situazioni di dubbio, è sempre consigliabile contattare le autorità per verificare la veridicità delle informazioni ricevute.