È stata aperta un’indagine per omicidio colposo a carico di ignoti in seguito alla morte improvvisa di Luciano Romano, 36 anni, avvenuta nella casa circondariale di Lecce nella notte tra domenica 1° e lunedì 2 dicembre. L’uomo, originario del capoluogo salentino, era stato arrestato lo scorso 21 novembre per traffico di stupefacenti: nella sua auto erano stati rinvenuti 20 chili di hashish, suddivisi in 199 panetti, mentre si trovava in compagnia di un complice.
La scoperta del decesso è avvenuta all’alba di lunedì, quando i due compagni di cella, che si sono accorti che Romano non dava segni di vita. Il corpo giaceva privo di sensi sul letto, senza apparenti tracce di violenza. Subito è stato allertato il personale medico, che è giunto tempestivamente sul posto insieme agli operatori del 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, non è stato possibile salvargli la vita.
Secondo quanto riferito agli inquirenti dai compagni di cella, Romano non aveva manifestato particolari problemi di salute nelle ore precedenti. Durante la notte si era svegliato, ma si era riaddormentato poco dopo senza lamentele. Le prime verifiche effettuate sul corpo non hanno rilevato segni di traumi o ferite.
L’autorità giudiziaria, nella persona della pm Donatina Buffelli, ha disposto l’autopsia, affidata al medico legale Ermenegildo Colosimo, che sarà eseguita giovedì per accertare eventuali patologie pregresse o cause specifiche della morte.
I familiari del detenuto, assistiti dall’avvocato Giancarlo Dei Lazzaretti, escludono che il giovane soffrisse di problemi cardiaci. A detta dei parenti, l’unico disturbo noto riguardava le vie respiratorie. Proprio per questo motivo attendono con ansia l’esito dell’esame necroscopico, che potrebbe rivelare la presenza di patologie sconosciute sia alla famiglia che allo stesso Romano.