Il “Lupin del Salento” condannato a otto anni per una serie di furti

Vincenzo Rossetti, noto per i suoi precedenti, dovrà scontare la pena per i furti commessi nel 2025, tra cui colpi a danno di negozi e bar a Lecce

È stato riconosciuto responsabile di tre furti, commessi tra gennaio e marzo 2025, per bottini che variavano dai 20 ai 50 euro, e di un tentato furto, mentre è stato assolto dal tentato furto a un market e prosciolto da un furto d’auto, per remissione di querela. La condanna è arrivata ieri dal Tribunale di Lecce, con il giudice Pietro Baffa che ha inflitto a Vincenzo Rossetti, noto con il soprannome di “Lupin del Salento”, una pena di otto anni e otto mesi di reclusione e 1.400 euro di multa. La pena è già decurtata di un terzo grazie al rito abbreviato, che ha visto la Procura richiedere inizialmente tre anni di reclusione.

Rossetti, 43 anni, è un volto conosciuto alle cronache salentine per i suoi numerosi precedenti. La sua attività criminosa aveva messo in allarme numerosi commercianti di Lecce, in particolare quelli che avevano subito furti nei loro esercizi, tra cui il famoso bar “Martinucci” e il ristorante “Re dei polli”. I colpi, compiuti tra gennaio e marzo 2025, sembravano seguire una routine ormai nota: Rossetti, evaso dalla comunità terapeutica in cui era ristretto ai domiciliari, si allontanava nel cuore della notte per compiere i furti e poi rientrava come se nulla fosse, ma ogni volta veniva ripreso dalle telecamere di sorveglianza.

La situazione era diventata insostenibile per i commercianti della zona, tanto che il 10 marzo 2025 si erano radunati in protesta davanti alla struttura dove Rossetti era detenuto, chiedendo giustizia per i danni subiti. Il caso ha fatto il suo corso legale, culminando il 17 ottobre 2025, quando il fascicolo è stato esaminato dal giudice Baffa, che ha deciso di aggravare la custodia cautelare in carcere per l’imputato, attualmente detenuto.

La condanna definitiva è arrivata al termine dell’udienza di oggi, con il parere di un perito che ha confermato la capacità di Rossetti di intendere e volere, pur riconoscendo che il 43enne risulta essere socialmente pericoloso a causa dei suoi disturbi legati all’abuso di sostanze stupefacenti. Non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza, l’imputato valuterà se presentare ricorso in appello con l’assistenza dell’avvocata Elisa Cappello.

Questa non è la prima volta che Rossetti finisce sotto processo per reati simili. Già nel gennaio 2022, era stato condannato a quasi cinque anni di carcere per diciassette furti, tra tentati e consumati, commessi dal 2020 in vari comuni del Salento, tra cui Lecce, Monteroni, Lequile e San Pietro in Lama. Tra i suoi precedenti, figura anche un’evasione dal carcere di Bari.

Il caso di Rossetti continua a sollevare preoccupazione sul fenomeno dei furti e sull’efficacia dei sistemi di sorveglianza nelle aree più vulnerabili della città. Il “Lupin del Salento”, dunque, è destinato a rimanere un nome tristemente noto nelle cronache locali per le sue ripetute incursioni criminali.

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