Volevano la sublocazione del bar che stava per essere inaugurato. E per “convincere” il proprietario, non avevano esitato a piazzare delle bombe artigianali davanti al locale, in piazzetta Villani a Presicce, nel comune di Presicce-Acquarica del Capo.
Un commerciante di 59 anni del posto, già noto alle forze dell’ordine, è finito in manetta insieme alla figlia 35enne, con l’accisa di intimidazioni a scopo di estorsione, atti persecutori e danneggiamenti. I due sono stati portati nel carcere di Lecce. E’ invece agli arresti domiciliari la compagna dell’uomo, 21enne, trovata in possesso di droga che, secondo gli inquirenti, era pronta per essere spacciata.
I carabinieri sono intervenuti in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali a carico delle tre persone, a seguito dell’attività di indagine.
In due occasioni, lo scorso maggio, i due avrebbero piazzato degli ordigni di fronte al bar. La prima volta non era esploso; la seconda volta, invece, la bomba rudimentale era esplosa, causando danni agli infissi della struttura.
Le attività di indagine si sono subito rivolte verso il 59enne, che si era reso già protagonista di atti persecutori nei confronti della titolare del bar e del compagno. Poi la svolta, che ha portato all’arresto dei tre.
Gli inquirenti stanno anche cercando di risalire all’identità di altre persone che avrebbero aiutato il 59enne e la figlia a compiere gli atti persecutori nei confronti della barista per indurla a subaffittare l’attività.