Lite in strada finisce in tragedia: 78enne di Alezio in coma dopo una caduta

Un diverbio per questioni di confine degenera in violenza: indagini in corso sul presunto aggressore

Un uomo di 78 anni è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce dopo una lite degenerata in un violento scontro fisico. L’episodio si è verificato ad Alezio e ha portato il pensionato a perdere conoscenza ore dopo l’accaduto, finendo in coma.

L’anziano avrebbe raccontato quanto successo al figlio dopo essere rincasato, spiegando di essere stato coinvolto in una discussione dai toni accesi con un altro individuo. Il diverbio sarebbe nato da un contrasto relativo ai confini delle rispettive proprietà, ma in breve tempo si sarebbe trasformato in una colluttazione vera e propria. Durante lo scontro, l’uomo sarebbe caduto rovinosamente a terra, battendo la testa.

Dopo l’incidente, inizialmente l’uomo è riuscito a tornare a casa, ma poco dopo ha iniziato a sentirsi male. È stato il figlio, allarmato dalle condizioni del padre, ad allertare immediatamente il 118. I sanitari sono intervenuti e lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale leccese, dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni sono state definite critiche fin dall’inizio e attualmente risulta in stato di coma. I medici lo tengono sotto osservazione costante.

Nel frattempo, i carabinieri della stazione di Alezio, affiancati dai colleghi della compagnia di Gallipoli, sono intervenuti prontamente per ricostruire l’accaduto. Secondo le prime ricostruzioni, le forze dell’ordine avrebbero già individuato e fermato il presunto responsabile, che sarebbe stato rintracciato nelle ore successive all’aggressione. Al momento non sono ancora chiare tutte le dinamiche, né è stato confermato se si tratti effettivamente di un’aggressione volontaria o se la caduta sia avvenuta accidentalmente durante la colluttazione.

Le indagini sono tuttora in corso e puntano a chiarire ogni dettaglio dell’episodio, anche attraverso eventuali testimonianze e la raccolta di elementi probatori che possano confermare l’esatta sequenza degli eventi. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sul profilo del presunto coinvolto, in attesa di ulteriori accertamenti.

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