Nel Salento, un processo vede coinvolto un ex comandante dei carabinieri, accusato di concussione. L’incriminazione si basa su presunte minacce e abusi nei confronti di un imprenditore, per costringerlo a eseguire lavori di manutenzione in casa sua, a un prezzo inferiore a quello pattuito.
La Procura richiede una condanna di 4 anni e 6 mesi di reclusione, nel processo con rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari (GUP) Angelo Zizzari. L’accusa, sostenuta dal pm Donatina Buffelli, punta a dimostrare la colpevolezza dell’ex comandante.
I fatti si sarebbero verificati tra il luglio 2019 e marzo 2023, quando l’imputato, all’epoca in carica, avrebbe costretto l’imprenditore a effettuare lavori di manutenzione nella sua abitazione, pagandolo meno del dovuto. Inoltre, secondo l’accusa, avrebbe esercitato pressioni tramite controlli stradali “mirati”.
In caso di rifiuto da parte dell’imprenditore, l’ex comandante avrebbe infatti attuato controlli stradali punitivi, multandolo in due occasioni. L’imprenditore, in risposta, avrebbe ripreso i lavori richiesti, esigendo il saldo delle somme. In risposta, il carabiniere avrebbe aumentato ulteriormente i controlli.
L’imprenditore, assistito dall’avvocato Antonio Bolognese, si è costituito parte civile nel processo. La difesa dell’imputato, invece, sarà affidata agli avvocati Giampiero Tramacere e Laura Minosi. La prossima udienza, prevista per il 27 maggio, sarà cruciale per il proseguimento del caso e per l’eventuale sentenza.