Un articolato meccanismo di frodi fiscali legato ai bonus edilizi e superbonus 110% è al centro dell’indagine che ha portato al rinvio a giudizio di venti persone, accusate di una serie di reati tra cui truffa aggravata, estorsione, riciclaggio e reati tributari. Il procedimento giudiziario nasce come costola dell’operazione “EasyBonus”, e si concentra su un presunto sistema illecito che avrebbe consentito l’ottenimento di crediti d’imposta non spettanti attraverso la simulazione o la sovrafatturazione di lavori edili inesistenti.
Secondo gli inquirenti, il gruppo si sarebbe avvalso non solo di strategie di frode contabile, ma anche di metodi intimidatori tipici della criminalità organizzata, come l’uso sistematico di incendi per risolvere contrasti interni, legati principalmente alla ripartizione dei proventi illeciti.
Due incendi dolosi, avvenuti nella stessa abitazione a Presicce Acquarica tra il 25 e il 29 giugno 2022, avrebbero avuto come obiettivo Giorgio Monsellato. Dietro questi episodi, secondo l’accusa, ci sarebbe Orazio Preite, 41enne di Taurisano, già noto per reati gravi e detenuto dal 2021 per un tentato omicidio. L’uomo avrebbe rivendicato 150mila euro come sua quota di guadagni derivanti dalle pratiche truffaldine legate ai bonus, pretendendo il pagamento nonostante la sua detenzione.
Dieci giorni dopo i roghi, Preite sarebbe riuscito a ottenere l’intera somma grazie all’intervento di un intermediario. Ma non si sarebbe trattato di un caso isolato. Anche Antonio Tommaso Memmi, uno degli imputati, sarebbe stato vittima di un’intimidazione simile: il 2 dicembre 2022 la sua villetta e due auto vennero incendiate, episodio che avrebbe portato alla consegna di ulteriori 100mila euro.
Il procedimento, che si appresta ad affrontare l’udienza preliminare il prossimo 27 marzo presso il tribunale di Lecce, vede coinvolti soggetti provenienti in gran parte da Taurisano e Casarano, ma anche da altre località come Crema, Montespertoli e Modena.
Tra i 20 imputati, compare anche Albano Galati, attualmente sotto processo per un altro caso di grande rilievo, quello dell’omicidio della moglie Aneta Danielczyk. Tuttavia, gli inquirenti chiariscono che le due vicende non sono direttamente collegate.
A rappresentare gli imputati saranno diversi legali, tra cui Raffaele Benfatto, Giuseppe Presicce, Simone Viva, Salvatore Abate, Luca Puce, Davide Micaletto, Silvio Caroli e Giorgio Caroli.
La vicenda getta luce su una delle più gravi distorsioni del sistema di incentivi pubblici introdotti per rilanciare l’edilizia e l’economia post-pandemia, evidenziando come le falle nei controlli abbiano aperto spazi alla criminalità per ottenere profitti milionari.
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