È stata confermata in appello la pesante condanna per il padre e lo zio di un bambino di soli 3 anni, accusati di una terrificante spirale di abusi sessuali e maltrattamenti. La seconda sezione della Corte ha ribadito la sentenza di primo grado, infliggendo rispettivamente 8 anni e 8 mesi al padre e 8 anni allo zio.
Le punizioni umilianti e brutali avvenvano quando il bimbo si rifiutava di assecondarli: sigarette spente sulle sue braccia, e fango, escrementi e saliva cosparsi sul suo corpicino. In altre circostanze veniva picchiato, sculacciato e pizzicato. Le violenze si sarebbero consumate in casa dei nonni paterni e in un casolare di campagna.
La spirale di abusi è stata interrotta solo quando il piccolo è riuscito a rivelare i traumi e le violenze alla madre. Quest’ultima si è recata immediatamente in caserma, allegando alla denuncia registrazioni audio in cui il figlio confessava le molestie da parte dello zio. L’uomo fu subito indagato non solo per violenza sessuale ma anche per pornografia minorile, dopo che i Carabinieri avevano sequestrato dal suo telefonino quattro foto del nipote senza veli.
L’incidente probatorio ha poi fatto emergere un altro orrore: il bambino ha raccontato che anche il padre avrebbe abusato di lui quando restavano soli. Le accuse per i due familiari sono di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata e continuata.
Nei confronti del padre, la Corte d’Appello ha anche confermato la sospensione della responsabilità genitoriale per l’intera durata della pena.
Nel frattempo, la madre e il bambino hanno cercato di lasciarsi l’incubo alle spalle, hanno abbandonato il Salento per trasferirsi in una località del Nord Italia.
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