Un grave caso di razzismo in una scuola di Casarano, un giovane di origine senegalese costretto a cambiare istituto dopo mesi di insulti, minacce e umiliazioni. Il ragazzo, 17 anni, era stato bersaglio di pesanti aggressioni verbali con frasi discriminatorie come “nero di m…” e “ti facciamo diventare bianco”, episodi che sarebbero avvenuti non solo tra i banchi del liceo scientifico che frequentava, ma anche al di fuori dell’ambiente scolastico.
Le vessazioni, iniziate il 25 ottobre 2023, sarebbero proseguite fino all’inizio del 2024, quando la vittima ha deciso di non frequentare più l’istituto e ha formalizzato una denuncia. Le indagini, condotte dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura per i Minorenni di Lecce, hanno portato all’identificazione di quattro studenti minorenni: tre 17enni e un 16enne, residenti in diversi comuni del Salento.
Le accuse formulate nei loro confronti sono minacce aggravate e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale ed etnica. Nel corso dell’udienza preliminare, davanti alla giudice Lucia Rabboni, tre dei quattro imputati hanno rigettato le accuse chiedendo comunque l’ammissione alla messa alla prova, un percorso di riabilitazione attraverso attività di volontariato. Il quarto ragazzo ha invece parzialmente ammesso i fatti, sostenendo di aver assistito ad alcuni episodi ma senza parteciparvi attivamente.
La vittima ha raccontato agli inquirenti di essere stato spesso minacciato, insultato e persino bersagliato con petardi. Dopo l’ennesimo episodio, avvenuto nei pressi dello stadio cittadino, il giovane ha deciso di rivolgersi alle autorità. L’accoglienza ricevuta dalla responsabile della comunità in cui vive ha rafforzato la sua volontà di cambiare scuola e cercare un ambiente più sereno.
Nonostante le difficoltà, il ragazzo aveva ripreso gli studi con impegno. Era descritto dagli insegnanti come un alunno modello: sensibile, generoso e determinato. Tuttavia, le discriminazioni subite nel liceo di Casarano hanno pesato sul suo benessere psicologico e sul rendimento scolastico. Nei colloqui con gli psicologi e con il personale della comunità, aveva riferito il clima ostile e l’umiliazione vissuta quotidianamente. In alcune occasioni era stato accompagnato fisicamente da una collaboratrice fino alla fermata della corriera per proteggerlo da ulteriori aggressioni.
Attualmente frequenta un istituto professionale a Lecce, il suo obiettivo è chiaro: proseguire gli studi e iscriversi all’università per diventare biologo.
Il giudice si esprimerà il 9 aprile 2026 sulla richiesta di messa alla prova per i quattro imputati.
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