Il fenomeno del revenge porn e della diffusione di contenuti sensibili torna al centro della cronaca salentina. Un’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, vede attualmente coinvolti cinque giovanissimi, accusati a vario titolo di detenzione e diffusione di materiale pornografico minorile. Al centro della vicenda, la condivisione non autorizzata di scatti privati appartenenti a una ragazza di sedici anni, finiti all’interno di una chat di gruppo tra coetanei.
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, la catena di condivisione sarebbe partita dall’ex fidanzato della vittima, un diciassettenne che avrebbe inoltrato ad alcuni amici le immagini ricevute privatamente durante la loro relazione. La diffusione delle foto ha scatenato una serie di commenti denigratori che hanno sprofondato la giovane in uno stato di profonda prostrazione psicologica.
Gli indagati risiedono nei comuni di Lecce, Squinzano e Galatone. Il quadro giuridico della vicenda è tuttavia eterogeneo a causa dell’età dei soggetti, due minori (di 12 e 13 anni) risultano attualmente non imputabili per la legge italiana, mentre gli altri tre (di 14, 15 e 17 anni) sono perseguibili e dovranno rispondere delle accuse davanti alla giustizia.
L’input investigativo è partito nell’aprile 2025, a seguito della denuncia sporta dalla vittima presso la Questura di Lecce dopo aver scoperto la circolazione virale dei propri scatti. La tempestività degli agenti ha permesso di cristallizzare immediatamente le prove: la PM Paola Guglielmi ha disposto il sequestro dei dispositivi mobili di tutti i sospettati.
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