Porto Cesareo: completata la bonifica dei fondali marini

Iniziative di recupero attrezzi da pesca abbandonati per proteggere la riserva marina

Le acque della riserva marina di Porto Cesareo sono ora più sicure e pulite grazie al termine delle operazioni di ricerca e bonifica degli attrezzi da pesca abbandonati, noti come “Ghost Gear”. Il Wwf, in collaborazione con l’Area marina protetta (Amp) di Porto Cesareo e il Nucleo dei carabinieri subacquei di Pescara, ha portato a termine un’importante iniziativa ecologica che ha visto la rimozione di reti, nasse e palangari dai fondali marini.

Dal 12 al 16 aprile, le squadre di militari e personale dell’Amp hanno esplorato i fondali delle acque ioniche, utilizzando segnalazioni fornite da centri diving e pescatori locali, che hanno contribuito a identificare la posizione esatta degli attrezzi dispersi. L’obiettivo era mappare e rimuovere gli strumenti dannosi per l’ecosistema marino, evitando ulteriori danni alla biodiversità della zona.

Durante le operazioni, sono state raccolte immagini e video che saranno analizzati da biologi marini per valutare le tecniche più adatte per la rimozione sicura degli attrezzi da pesca. Dato l’ampio raggio di azione e la complessità del territorio marino coperto, le attività di mappatura continueranno nei prossimi mesi, con il supporto di strumentazione scientifica all’avanguardia, per garantire che ogni residuo nocivo venga eliminato.

Redazione

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