Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha annunciato che il Governo impugnerà la legge Amati-Lopalco, n.22 del 30 maggio 2024, riguardante l’obbligo di certificazione della vaccinazione HPV per i giovani pugliesi dagli 11 ai 25 anni. La decisione sarà ufficializzata nel prossimo Consiglio dei Ministri di lunedì 22 luglio.
A fine maggio, prima ancora della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale Regione Puglia del 3 giugno, il Garante della Privacy ha avviato un’istruttoria sulla stessa legge.
L’associazione Colibrì ha espresso il proprio sostegno all’intervento del Governo, sperando che i consiglieri della Regione Puglia ritirino la proposta di legge sugli obblighi delle vaccinazioni pediatriche presentata l’8 luglio scorso.
Fabiano Amati, promotore della legge per l’aumento della copertura vaccinale anti-HPV, ha duramente criticato l’azione del Governo. Amati sottolinea che il Papilloma Virus (HPV) è un virus a DNA ampiamente diffuso, responsabile di circa il 90% dei casi di cancro alla cervice uterina.
Il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, Amati, ha dichiarato: “L’Italia dei paradossi produce un’altra pagina sul vaccino anti-HPV. Il sottosegretario Gemmato annuncia la decisione del Governo nazionale di impugnare la legge regionale pugliese per incentivare la vaccinazione, prevenendo molti tumori di origine sessuale, come quello alla cervice uterina.”
Amati critica l’enfasi con cui Gemmato ha annunciato l’impugnativa, considerandola una mossa per compiacere i no-vax. Secondo Amati, un contegno governativo più equilibrato sarebbe stato suggerire alla Regione Puglia metodi più efficaci per aumentare la copertura vaccinale, piuttosto che ostacolare il lavoro regionale.
La legge pugliese prevede l’iscrizione ai percorsi di istruzione per i giovani tra gli 11 e i 25 anni, inclusi quelli universitari, subordinata alla presentazione di documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione anti-HPV o un certificato di rifiuto della stessa. Questa documentazione deve essere presentata dai responsabili genitoriali o dai soggetti maggiorenni interessati.
Amati sostiene che il problema della copertura vaccinale contro l’HPV risiede nella scarsa informazione sui benefici del vaccino. Proporre l’informazione nelle scuole potrebbe garantire una maggiore consapevolezza senza imporre restrizioni all’iscrizione scolastica o universitaria.
Amati evidenzia che la legge pugliese tutela i dati sensibili, confutando l’argomento della privacy usato come giustificazione per l’impugnativa governativa. Secondo Amati, i sistemi informativi delle ASL già elencano i vaccinati e i non vaccinati, oltre a fornire informazioni sugli screening o esami diagnostici.
La Regione Puglia si difenderà davanti alla Corte Costituzionale per affermare il suo diritto a promuovere la salute dei cittadini pugliesi. Amati spera che la Corte possa suggerire al Governo nazionale di attuare politiche di prevenzione valide su tutto il territorio nazionale, piuttosto che prolungare una disputa giudiziaria.
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