Recentemente, la giudice Maria Francesca Mariano, in servizio presso il tribunale di Lecce, ha ricevuto una nuova minaccia di morte, questa volta caratterizzata da un dettaglio particolarmente allarmante: la firma realizzata con sangue. Questo episodio segue le minacce in stile mafioso già ricevute dalla Mariano lo scorso settembre, che avevano portato alla sua messa sotto scorta.
A seguito di questa intimidazione, le autorità locali hanno prontamente reagito. Il comitato per l’Ordine e la Sicurezza, radunatosi in modo straordinario, ha deciso di intensificare la protezione della giudice. La minaccia ha riguardato anche Carmen Ruggiero, sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia per Lecce, Brindisi e Taranto, che è anch’essa sotto protezione. La minaccia sembra collegata all’indagine “The Wolf”, gestita dalla Ruggiero e supportata dalla giudice Mariano, che ha portato all’arresto di membri del clan “Lamendola – Cantanna”, affiliato alla Sacra Corona Unita.
Interessante notare che Gianluca Lamendola e il padre Cosimo, figure di spicco del clan, hanno negato qualsiasi coinvolgimento nelle minacce attraverso i loro legali, sottolineando il rispetto per i ruoli altrui.
La Procura di Potenza, competente per le indagini su fatti che coinvolgono magistrati in servizio a Lecce, sta attualmente conducendo approfondimenti. Questa indagine è volta a fare luce sul reato di minacce aggravate.
Nonostante le minacce, le due magistrati non hanno rallentato il loro impegno. La giudice Mariano, nota per la sua dedizione al lavoro e la frequente partecipazione a convegni sulla legalità e la lotta alle mafie, ha recentemente partecipato a un importante processo presso il carcere di Lecce, dove ha contribuito a emettere una sentenza di ergastolo per l’omicidio dell’ex carabiniere Silvano Nestola.
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