La focareddha di Presicce, costruita in onore di Sant’Andrea e pronta per essere accesa il 30 novembre, è andata completamente distrutta a causa di un incendio appiccato nella notte tra il 27 e il 28 novembre.
L’attacco, avvenuto intorno alle 3 del mattino, ha lasciato dietro di sé non solo i resti carbonizzati della grande pira, ma anche uno striscione con la scritta “W Sant’Andrea”, un gesto che amplifica il senso di inquietudine per la natura deliberata e provocatoria dell’azione.
I primi ad arrivare sul posto sono stati i vigili del fuoco del distaccamento di Tricase, allertati da alcuni residenti. Con loro, anche il sindaco di Presicce-Acquarica, Paolo Rizzo, numerosi assessori e cittadini accorsi increduli, alcuni dei quali visibilmente commossi. Il rogo non ha solo distrutto legna e decorazioni: ha mandato in fumo mesi di impegno da parte dei volontari che, da settembre, lavoravano alla realizzazione dell’evento, quest’anno dedicato a un messaggio di pace contro i conflitti nel mondo.
Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato le indagini per individuare i responsabili. A guidare le operazioni è il maresciallo Tommaso Maggio, che insieme alla sua squadra sta esaminando ogni possibile traccia, comprese le immagini delle videocamere presenti in zona e la natura del materiale incendiario utilizzato.
La comunità, colpita nel cuore della propria identità, si stringe ora attorno a un sentimento comune di dolore e resistenza. In un contesto storico in cui il messaggio di pace assume un valore ancora più urgente, l’atto vandalico appare non solo come un attacco a una manifestazione locale, ma anche a un simbolo di coesione e speranza.
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