Sarà l’autopsia, prevista per mercoledì 21 gennaio, a stabilire le cause della morte improvvisa di Riccardo Chetta, 39 anni, di Parabita, colto da un malore durante un allenamento con la sua squadra, il Parabita City, sul campo sportivo di Collepasso. L’uomo si è accasciato improvvisamente davanti ai compagni di squadra, senza che i soccorsi potessero fare nulla per salvarlo.
La Procura di Lecce, con il pubblico ministero Alessandro Prontera, ha aperto un’inchiesta per chiarire ogni aspetto del drammatico episodio, dopo l’esposto presentato dal padre della vittima. È stato affidato l’incarico per l’esame autoptico al medico legale Alberto Tortorella, che opererà insieme ai consulenti nominati dalle parti, per ricostruire con precisione le circostanze del decesso.
Sebbene le prime ipotesi cliniche indichino una morte naturale riconducibile a un aneurisma dell’aorta, la magistratura intende verificare se vi siano state eventuali negligenze o anomalie nei controlli medici a cui Chetta era stato sottoposto. Nel registro degli indagati è stato inserito, come atto dovuto, il nome del medico della provincia di Lecce che aveva rilasciato il certificato di idoneità agonistica al calciatore amatoriale.
Al centro delle verifiche ci sono ora i controlli sanitari e gli screening sportivi eseguiti sul 39enne. La famiglia, nella denuncia presentata, ha segnalato che Riccardo aveva da poco rinnovato il certificato necessario per la pratica sportiva. Tuttavia, è emerso un episodio precedente che ha destato preoccupazione: durante una partita disputata a Maglie, l’uomo avrebbe avvertito un malore, tanto da essere costretto ad abbandonare il campo e a sottoporsi a ulteriori accertamenti medici.
Proprio questo precedente è diventato il punto focale dell’inchiesta. I familiari chiedono di accertare se quell’episodio sia stato sottovalutato o se la morte possa essere collegata a una patologia non diagnosticata, che gli esami di idoneità avrebbero dovuto rilevare.
Solo dopo l’autopsia, che verrà eseguita presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, la salma sarà restituita ai familiari per la celebrazione dei funerali. L’esito dell’esame autoptico sarà determinante per comprendere se il decesso di Riccardo Chetta sia effettivamente riconducibile a una causa naturale o se siano necessari ulteriori approfondimenti sulle procedure mediche seguite prima del rilascio del certificato agonistico.
Tragedia durante l’allenamento: muore a 39 anni Riccardo Chetta
Seguici su
Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.