Assoluzione in appello per due turiste accusate di aggressione in discoteca

Smentita la versione della presunta vittima: per i giudici si trattò di un tentativo di difesa dell’amica

Si chiude con un’assoluzione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto due turiste milanesi, di 30 e 37 anni, accusate di aver aggredito un giovane in una discoteca di Gallipoli nell’estate del 2017.

In primo grado, il giudice di pace le aveva ritenute colpevoli di lesioni personali, condannandole a una multa di 500 euro ciascuna e al risarcimento dei danni. Il ragazzo aveva raccontato di essere stato insultato, colpito e afferrato al collo dalle due donne.

Una versione che le imputate hanno sempre contestato. Secondo la loro difesa, non si trattò di un’aggressione, ma di un intervento per proteggere un’amica, ex fidanzata del denunciante. Il giovane, infatti, avrebbe tentato un approccio insistente e non gradito, arrivando anche ad afferrarla.

Nel processo di appello, il Tribunale di Lecce ha rivisto il caso, evidenziando incongruenze nel racconto del denunciante e differenze nelle testimonianze. Anche il referto medico ha avuto un peso: le lesioni risultavano lievi e compatibili con una colluttazione, non con un attacco unilaterale.

È emerso inoltre che il giovane era già stato condannato in passato per atti persecutori, elemento che ha contribuito a chiarire il contesto.

Alla luce di questi aspetti, la giudice ha stabilito che non è stata provata un’aggressione volontaria. Più credibile, invece, l’ipotesi che le due donne abbiano agito per difendere l’amica.

Le imputate sono state quindi assolte perché il fatto non costituisce reato, con il completo ribaltamento della sentenza di primo grado.

Redazione

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